MZ-Ballardini, terza rescissione in sette anni. Adesso basta...
Per la terza volta Zamparini e Ballardini si trovano a discutere e a battagliare per la rescissione del contratto. Accadde nel 2009 quando fu il tecnico a lasciare il Palermo dopo un buon campionato. La storia s’è ripetuta lo scorso inverno, con l’esonero conseguente alla partita di Verona dopo la lite con Sorretino. E’ successo anche stavolta, dopo la rinuncia del tecnico, che però è legato al club rosanero da un contratto che scade nel 2018, a 400mia euro netti a stagione. Dunque, ancor una volta ci sono in ballo tanti soldi, ancora una volta si discute con la clava tra le mani.
Se uno si dimette, in teoria, dovrebbe rinunciare in toto all’ingaggio, ma nel calcio non funziona così. E allora si dà il via alla trattativa. Il tecnico chiede la buonuscita sostanziosa, il presidente gioca in difesa e ribatte che chi se ne va non dovrebbe avere pretese. Alla fine si sono messi d’accordo per 200mila euro.
Soldi e interessi fuori dalla portata di quasi tutti i comuni lavoratori. Nel calcio, però, di comune e di normale c’è poco. Resta solo da consigliare a Zamparini e a Ballardini di cambiare strada, immediatamente, se mai si dovessero incrociare in qualsiasi angolo del mondo nei prossimi vent’anni. Perché ormai è chiaro: non è strada che spunta. Non sono fatti l’uno per l'altro.
Redazione