Palermo-Viterbese, la (non) festa del gol

Palermo-Viterbese, la (non) festa del gol


Un punto guadagnato o due punti persi?
Questo ci si chiede al termine di una partita pazzesca fra Palermo e Viterbese terminata 3-3 dopo un secondo tempo al cardiopalma.

 

Mister Boscaglia inserisce dal primo minuto Kanoute sulla sinistra al posto di Floriano, Broh al posto di Luperini e Accardi per l’acciaccato Somma mentre confermato Silipo a destra. La punizione del classe 2001 rosanero dopo due minuti, deviata sul palo dal portiere ospite Dega, sembrava aver messo da subito il punto per assistere ad una gara divertente e vivace, niente di più sbagliato. Il primo tempo è dominato per possesso palla dai rosa che, per via di tante imprecisioni nei passaggi e nei cross, non riesce realmente ad impensierire una Viterbese che non fa muro e non sembra essere messa in campo egregiamente sul piano difensivo.

 

Se nel primo tempo non succede quasi nulla, nella ripresa succede di tutto. Il Palermo riesce a sbloccare la gara con Lucca, entrato al posto del claudicante Rauti, e la rete dei rosa sembrava essere il preludio per un match senza particolari patemi. La Viterbese invece, fino a quel momento nulla in attacco, riesce a trovare un uno-due micidiale con Simonetti e Tounkara e gli ospiti vanno clamorosamente in vantaggio con non poche colpe della retroguardia rosanero. Neanche il tempo e dopo dieci minuti Saraniti, ancora di testa, la rimette in parità per poi subire nuovamente poco più di cinque minuti dopo il terzo gol ospite con Mbende di testa. Un andirivieni di gol ed emozioni che si chiude al 90’ con il nuovo pareggio all’ultimo respiro del Palermo di nuovo con Lorenzo Lucca.

 

Il Palermo, è proprio il caso di dirlo, fa e disfa la gara. I rosa non vanno oltre il pari contro la Viterbese al termine di una partita noiosa nel primo tempo e pazzesca nella ripresa. Ai rosa il merito di essere riusciti a recuperare gli ospiti per ben due volte, tuttavia rimane il rimpianto per non essere uscito vittorioso contro una compagine sulla carta inferiore e per essersi mostrato per come è veramente soltanto dopo il primo svantaggio.