Palermo, via alle prime mosse: in panchina Pecchia o Gilardino, Osti resta con un ruolo "alla Marotta"

Palermo, via alle prime mosse: in panchina Pecchia o Gilardino, Osti resta con un ruolo "alla Marotta"

Il Palermo è già al lavoro per la prossima stagione. Con calma, la calma che contraddistingue nel bene e nel male l'operato targato CFG ma comunque già all'opera. Se è risaputo che con Alessio Dionisi il rapporto sia ormai di fatto concluso, è chiaro che fin quando non saranno espletate tutte le formalità legate all'addio dell'ex Venezia, Empoli e Sassuolo non potranno esserci i presupposti per l'annuncio del nuovo allenatore. E per quanto si possa - erronamente - pensare, Filippo Inzaghi non è mai stato concretamente in corsa per la panchina rosanero. C'è stato un abboccamento con l'entourage dell'ex attaccante di Juventus e Milan subito dopo la promozione aritmetica del Pisa, quando non vi era stato ancora modo di sedersi ad un tavolo con la dirigenza nerazzurra per capire cosa sarebbe successo in vista del prossimo anno. Inzaghi, ricordiamolo, era stato ad un passo dal Palermo nell'estate del 2023, quando era praticamente tutto fatto col club rosa prima che si optasse per la - clamorosa, a quel tempo, visto questo dietrofront - conferma di Eugenio Corini.

Adesso, però, i nodi sono stati sciolti dopo l'incontro con la dirigenza pisana e, salvo colpi di testa o argomentazioni clamorosamente ritrattate, Pippo Inzaghi resterà a Pisa. Si fanno spazio, dunque, due e due sole candidature: Fabio Pecchia e Alberto Gilardino. Il primo, già durante lo scorso inverno, venne incensato come futuro tecnico dei rosanero complici le tre imprese - neanche troppo clamorose però, visti gli organici - arrivate con Hellas Verona, Cremonese e Parma promosse direttamente in Serie A. Giochista, poliglotta, ex vice di Rafa Benitez: il perfetto profilo per il CFG. Dall'altro lato del ring, invece, il grande ex Alberto Gilardino: ultimo bomber rosanero che fu capace di salvare la Serie A in era zampariniana, ha cominciato con le giovanili del Genoa e ha salvato dal disastro il Grifone che, con un Alexander Blessin quantomeno discutibile, stava riuscendo nell'incredibile impresa di non andare direttamente in Serie A. Gilardino ha raddrizzato la barca, ha portato e salvato successivamente il Grifo in Serie A, venendo esonerato un po' troppo frettolosamente al calare del 2024. Allenatore concreto, senza fissazioni tattiche particolari, concreto ma capace di produrre un buon calcio e sempre sul pezzo come dimostrarono le continue vittorie della stagione 23/24 anche a salvezza abbondantemente acquisita.

Gilardino, al momento, è il favorito anche sul fronte della corrente più "italiana" della dirigenza: la scorsa settimana era in città, assieme ad un membro del suo staff, per sbrigare delle questioni personali legate a suoi interessi nel capoluogo e festeggiare, contestualmente, il compleanno di un amico. Una chiacchiera esplorativa era già stata fatta nei mesi scorsi ed è probabile possa esserci stato un nuovo abboccamento negli ultimissimi giorni.

Capitolo dirigenza: Carlo Osti, al netto di quanto filtrato subito dopo la sconfitta di Castellammare di Stabia, resterà. E non è questa l'unica novità: probabile possa ricevere ulteriori e più importanti mansioni sul fronte dirigenziale, vedendo incrementate le proprie responsabilità seppur con forte delega al mercato. Un ruolo che, come operatività di campo, ricorderà molto quello di Beppe Marotta all'Inter in era Suning. Sarà affiancato, come Marotta appunto, da un DS giovane ma con tanta esperienza internazionale: in tal senso, si fa forte la candidatura di Matteo Tognozzi, capo degli osservatori giovanili della Juventus nell'era Paratici e fautore dei colpi più importanti della Juventus Next Gen come Kenan Yildiz, Mati Soulé e Dean Huijsen. Parla ben 6 lingue, ha lavorato in Spagna e in Russia ed è libero dopo essersi separato dal Granada circa un mese fa. Il nuovo Palermo, dunque, comincia a prendere forma, in attesa di separarsi con chi questa stagione l'ha condotta verso l'ennesima annata grigia.