Palermo, la medicina è la continuità

Palermo, la medicina è la continuità

Sette punti in tre partite. Ma anche in cinque. Il Palermo diesel di Alessio Dionisi sta iniziando a carburare, a cambiare marcia, ad aumentare lentamente la velocità. Ci sono ancora tanti ostacoli: per usare una metafora casalinga, la strada è piena di buche. Allora serve uno slalom degno di Piero Gros, o quantomeno delle ottime sospensioni.

Contro le amnesie difensive, le imprecisioni sotto porta, gli acciacchi fisici: a rodaggio completato, per Dionisi è arrivato il momento di guidare la sua squadra in un cammino lineare, che corrisponda al reale valore dell'organico che ha a disposizione, dribblando con le sue scelte le difficoltà che certamente continueranno a presentarsi. Quelle interne, quelle indotte dagli avversari.

È banale, ma rappresenta una incrollabile verità di questo sport: è la continuità che fa la differenza. Sul lungo, ovviamente, ma anche all'inizio di un campionato che ha già visto per i rosanero due scivoloni e mezzo in questo primo mese di campionato. I quali, forse, hanno avuto la funzione di schiaffo, scossa, input per una squadra che solo sulla carta, e solo per alcuni, era ed è ancora la favorita di questa Serie B.

I passi in avanti sono evidenti ed innegabili: rispetto alle scialbe prove di Brescia e Pisa, da Cremona in poi il Palermo ha iniziato ad alzare i giri del motore da diversi punti di vista. Ha sofferto maledettamente contro i grigiorossi, ha subito per gran parte dei 90, ma alla fine ha portato a casa i tre punti. Una volta si sarebbe detto “all'italiana”: non il miglior volto di una squadra, ma ci sono momenti in cui devi saper fare anche quello.

E poi il Cosenza: per la prima volta in stagione una produzione offensiva degna di nota. Il pareggio finale è stato specchio di quelle difficoltà da superare con il lavoro.

Fino a Castellammare di Stabia, dove in un campo complicato, contro una squadra che prima di tutto fa giocare male l'avversario, il Palermo ha finalmente messo sul piatto la giusta dose di cinismo, unito alla capacità di soffrire, che ha prodotto il risultato.

È un crescendo non privo di intralci e complicazioni. Ma c'è la velata impressione che eliminando, in primo luogo, quelli che nel tennis si chiamano errori non forzati e che qui potremmo semplicemente sintetizzare come regaloni agli avversari, il Palermo possa davvero iniziare un campionato diverso.

La medicina è la continuità. Che, in una tipica bucherellata strada palermitana, vede delle precise tappe da attraversare per arrivare al risultato. La capacità di subire quando l'avversario è più bravo, la qualità nella produzione e nell'imposizione del proprio gioco – magari senza divorarsi le occasioni create –, il cinismo necessario nelle partite sporche, intense, combattute. Cremona, Cosenza, Castellammare di Stabia. Ad Alessio Dionisi il compito di mettere insieme un puzzle che sembra avere i tasselli giusti per comporre qualcosa di bello da appendere alla parete alla fine di questa stagione.