Scudetto Primavera: per quei giovani oggi solo gloria passata
Sicuramente della squadra del Palermo Primavera che nel 2009 sotto la guida di Pergolizzi conquistò il suo primo e unico scudetto di categoria molti, se non tutti, si aspettavano un futuro diverso. Tanti giovani promesse e potenziali futuri campioni che, per via di una probabile sbagliata gestione e percorsi che non hanno valorizzato il loro talento, sono finiti a poco a poco nel dimenticatoio lasciando oggi, a distanza di nove anni, soltanto il ricordo di una gloria passata.
«Mazzotta ha avuto bisogno di nove anni per trovare la maglia della prima squadra, ma la Primavera del Palermo campione d'Italia nel 2009 aveva già lanciato un giovane palermitano tra i grandi»: inizia così il breve excursus fatto oggi dal Giornale di Sicilia sul percorso toccato ai giocatori protagonisti di quell'impresa, partendo dal calciatore del vivaio rosa che per primo esordì in prima squadra dopo la conquista dello scudetto di categoria ovvero Alberto Cossentino, che con il Palermo di Colantuono ottenne la sua unica presenza nella trasferta di Napoli persa dai rosa. Il giocatore che ottenne il maggiore successo da quell'impresa fu certamente Abel Hernandez, protagonista di una rete nella finale contro il Siena ma con sole 4 presenze all'attivo quell'anno nella squadra Primavera; tante presenze in serie A, capocannoniere in B e addirittura una partecipazione ai Mondiali per l'attaccante uruguaiano, che dopo i rosa è partito per la Premier League inglese dove milita ancora adesso. Per gli altri campioni d'Italia pressoché il nulla: un'esperienza in Belgio per il portiere Ingrassia, una presenza in A nell'Empoli nel 2014 per il difensore Romeo e una discreta carriera fra i cadetti e la serie C per Misuraca, ora al Pordenone, tutti gli altri sono al momento svincolati o in serie dilettantistiche.
Redazione