LA FURIA DI RINO FOSCHI L'INTERVISTA A FORZAPALERMO.IT

LA FURIA DI RINO FOSCHI L'INTERVISTA A FORZAPALERMO.IT

«Quando sono stato licenziato tutti zitti, una cosa vergognosa. Quando hanno presentato in pompa magna Marino nessuno ha chiesto il perché Foschi fosse stato licenziato dopo che aveva fatto precedentemente un grande risultato. Invece niente: Lucchesi da una parte, Tuttolomondo dall’altra a fare i fenomeni, macchine blu che giravano per Palermo e il sottoscritto licenziato».

 

Sono queste le prime parole che - con tanta rabbia e delusione - Rino Foschi pronuncia ai nostri microfoni. In lunga intervista in cui l’ex direttore sportivo del Palermo ha ripercorso i momenti delicati vissuti in Viale del Fante che hanno portato al fallimento del vecchio U.s. Città di Palermo, commentando l’operazione della Guardia di Finanza “Tempi Supplementari” nei confronti dei fratelli Tuttolomondo.

 

«Quello che è successo oggi non mi sorprende perché ho sempre lottato per il Palermo, prima contro gli inglesi e poi contro i Tuttolomondo che mi hanno licenziato nel silenzio totale di tutti. Non ho mai accettato l’operato degli inglesi e mi hanno cacciato mentre ero a Milano per fare il calciomercato, perché facevano delle porcate».

 

CONTINUA

«Poi li ho mandati via e sono diventato il presidente perché considerato una persona di fiducia da parte della Procura. Stavo trattando con due cordate americane per la cessione del Palermo, quando la De Angeli si è accordata con i Tuttolomondo a mia insaputa. Non ero proprietario delle quote, lo era lei che ha ceduto il club senza che io ne fossi al corrente: io ero il direttore sportivo e il presidente perché uomo di fiducia della Procura».

 

TUTTOLOMONDO

«Non mi sono mai piaciuti, non li ho mai digeriti. Ho sempre chiesto delle evidenze contrattuali che dimostrassero che potessero rispettare i loro impegni ma non mi sono mai state mostrate e per questo sono stato cacciato e licenziato. In quel momento perché nessuno si è chiesto per quale motivo Lucchesi mi stesse cacciando via? Sono stato licenziato perché volevo vederci chiaro e chiedevo di vedere delle garanzie economiche che non mi hanno mai mostrato. Ho dovuto sgombrare l’ufficio di notte, che vergogna. Hanno aspettato i soldi del mio mercato per portare via anche quelli e pagarsi gli stipendi».

 

LUCCHESI

«Ha detto che mi muovevo “come un elefante sui cristalli” e che volevo fare il padrone. Perché? Semplicemente per avere delle garanzie visto che non mi fidavo, infatti non c’era alcuna copertura ed erano inadempienti. Sono stato licenziato perché volevo vedere la solidità finanzia e l’adempienza dei loro impegni che non c’era e mai stata. Chiedevo questo. Il loro piano era aspettare i miei soldi dal mercato, la promozione in Serie A senza avere una lira».

 

LAVORO SPETTACOLARE

«Ho fatto un lavoro spettacolare. Cercare i soldi per gli stipendi della squadra e la stampa li ha riveriti senza mai chiedere evidenze o garanzie. Ho subito delle umiliazioni incredibili, altro che uomo di Zamparini, non immagini cosa ho patito. Poi questi accattoni mi hanno fatto passare da coglione nella mia città. Oggi cosa vuoi che possa pensare? Non mi sorprende che siano stati arrestati, allora avevo capito».

 

IN CONCLUSIONE

«Da quel giorno che ho svuotato il mio ufficio a Palermo di notte, mi è crollato il mondo addosso. Ho fatto otto anni in Sicilia stupendi, l’ultimo anno l’ho fatto da solo. Forse qualcuno si è dimenticato che tre anni fa sono andato via perché non mi piaceva più come Zamparini lavorava. Qualcuno fa finta di non sapere come sono andate le cose, ho sentito delle robe incredibili, vergognose. Non mi interessa essere un eroe, però pretendo rispetto per la mia professionalità: non sono un uomo di Zamparini, ma un direttore sportivo e persona onesta. A Palermo ho sempre fatto tutto con onestà e cuore, continuando a subire ancora perché sono a casa senza lavoro stravolgendo la mia vita. E qualcuno vorrebbe infliggermi un anno di squalifica, lo merito? Ho sempre fatto tutto in maniera onesta e con passione, combattendo gli inglesi e i Tuttolomondo producendo soldi per il bene del Palermo, costruendo una squadra che lottasse per la Serie A. Gli altri mi hanno cacciato e sputtanato ma non perché ho sbagliato, anzi ho fatto dei capolavori».


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