Palermo-Sassuolo 0-1: messe in luce le lacune rosanero

Commento di Palermo-Sassuolo 0-1. Allarmarci e preoccuparci? Sconfitta forse già annunciata. Ma qualcosa da prendere c'è.

Palermo-Sassuolo 0-1: messe in luce le lacune rosanero

 

Generosità e impegno non bastano. Parte con una sconfitta contro il Sassuolo formato Europeo il campionato del Palermo. Ma non inganni il ko, frutto di un calcio di rigore realizzato da Berardi nel primo tempo. I rosanero perdono una partita che conferma tutti gli aspetti già noti: il Palermo è una squadra operaia, di grinta e sacrificio ma con scarsa qualità e pochi punti di riferimento. I nuovi? Rajkovic da dimenticare, bene Aleesami e Sallai. Primi minuti del Sassuolo iniettano ansia nella partita del Palermo. Berardi e Politano “entrano” che è una meraviglia, i movimenti di Defrel sono da mal di testa. I neroverdi sono avanti nella preparazione e tecnicamente gruppo più sostenuto: si vede e si sente. Perciò il primo tempo del Palermo è di attesa, chiusura e (pochi) tentativi di ripartenza. Il tipo di partita cui sono costretti Ballardini e i suoi mette in evidenza  la corsa e la generosità di Bentivegna e la reattività di un Posavec che salva su Politano ma che non può nulla quando Berardi segna il rigore dell’1-0. Ingenuità di Rajkovic (che lascerà in 10 la squadra nel finale di gara) che va a valanga su Defrel penalty netto e trasformato dal classe ’94, uno che da solo ha segnato più gol in serie A di tutti i rosanero in campo. Ecco, la mancanza di esperienza: un fantasma del precampionato che i primi minuti della stagione non scacciano, anzi. La ripresa porta Ballardini a variare l’equilibrio tattico: inversione di ruolo, Balogh al centro dell’attacco e Quaison largo a destra. Mutazione di gioco preparatoria per il primo cambio, con l’ungherese fuori per Nestorovski. Anche perché l’aggressività porta il Palermo a fare la partita a inizio secondo tempo. Entra anche Sallai per un buon Bentivegna e il ragazzino ungherese dimostra di esserci: controllo e tiro su cui Consigli deve distendersi. Insomma, nel secondo tempo il Palermo ci mette cuore e impegno. Comunque un bel segnale, tutt’altro che scontato in uno spogliatoio che è una Babele. Negli ultimi dieci minuti è 4-2-3-1 con l’ingresso di Embalo anche se è il Sassuolo a sfiorare il gol con la traversa di Berardi. L’assalto finale è disorientato e privo di riferimenti. Tanto cuore, ma non basta. Con quello si raccolgono gli applausi e non i punti.