Palermo, ricorda la lezione di Viciani
Il grande Corrado diceva:''Alleno una squadra di asini e per questo bisogna correre...''.
''Fai quello che sai fare, fallo bene, fallo in fretta''.
Era questa la base di ogni istruzione che Corrado Viciani dava ai suoi giocatori. Fu tra i primi allenatori in Italia a proporre, all'inizio degli anni 70, il 'nuovo calcio' che dal Nord cominciava ad influenzare l'Europa. Era il calcio del Grande Ajax di Rinus Michels e Johan Cruijff: gioco corto e intenso, sovrapposizioni continue e tanta corsa.
Viciani fu capace di applicare queste poche regole alla manovra delle sue squadre, in contesti diversi e con giocatori ben distanti tecnicamente dal Pelé bianco.
Prima alla Ternana, con la storica promozione in A, poi con il Palermo della prima finale di Coppa Italia della storia rosanero, le novità studiate e proposte dal mister riuscirono ad incantare e stupire la platea del calcio italiano.
Viciani non ebbe mai l'opportunità di schierare grandi campioni, fuoriclasse in grado di spostare gli equilibri di una partita, e su questo handicap seppe costruire quel gioco imprevedibile e spesso fatale per gli avversari. Se non si poteva fare affidamento sulla tecnica individuale né sulla fantasia dei giocatori, allora doveva essere il gioco ad adattarsi alla squadra, e non il contrario.
È una storia vecchia quarant'anni, nata e cresciuta in un contesto del tutto diverso da quello odierno, eppure ancora attuale se volgiamo lo sguardo ai problemi che frenano questo Palermo.
Ecco, se Ballardini avesse bisogno di consigli utili, potrebbe rileggere le parole di Corrado Viciani: ''Avevo degli asini come giocatori. Non potevo permettermi lanci lunghi, invenzioni, fantasie. Bisognava correre, fare passaggetti facili facili, sovrapporsi''.
Allora, mister, chiami a raccolta la squadra e lo ripeta a tutti: fai quello che sai fare, ma fallo bene e fallo in fretta.
Perché non c'è più tempo.
Redazione