Palermo, ora serve essere pragmatici: sei punti "e poi si vede"

Palermo, ora serve essere pragmatici: sei punti "e poi si vede"

La stagione del Palermo ha preso una piega davvero nefasta. Tutte le ambizioni di inizio campionato sono state spazzate via da un rendimento mediocre che stona moltissimo con il budget speso dal direttore De Sanctis e con il monte ingaggi della squadra che – giova ricordarlo al di là di guide tecnico-sportive fallaci – è il terzo della categoria.

Nonostante la squadra rosanero cerchi sempre di sposare la “missione” del risultato attraverso il gioco, è il momento di essere pragmatici, e pare che mister Dionisi ne sia consapevole. Troppe volte infatti il Palermo ha giocato della partite discrete sul piano della produzione, senza però riuscire a far male all’avversario, salvo poi subire spesso gol rocamboleschi o, di fatto, autoinfliggersi delle marcature.

Così facendo la classifica è diventata non solo anonima, ma anche un po’ pericolosa: la zona playout (e anche quella retrocessione diretta) è molto vicina. Bisogna sottolinearlo non per scatenare allarmismi, ma per far capire a tutti – ambiente ma soprattutto gruppo squadra – che la Serie B è questa cosa qui, che se ti distrai un attimo sei laggiù. E poi risalire è difficile.

Due sfide all’orizzonte possono permettere a Segre e compagni di passare un capodanno più sereno: Bari e Cittadella. La prima sfida si giocherà a Santo Stefano in un Barbera probabilmente semivuoto e ostile (logica conseguenza), e poi si andrà al Tombolato per sfatare il tabù Pandolfi.

Due sfida sicuramente cariche di insidie, ma che i rosa dovranno fare loro in ogni modo. Al di là di una stagione che molto difficilmente si potrà raddrizzare, al di là di una guida tecnica che lascia dubbi, al di là di un mercato di gennaio che dovrà suonare come una rivoluzione, bisogna fare sei punti adesso. E poi si vede.