Palermo, ora l'attacco brilla. Ma c'è da lavorare sulla fase difensiva

Palermo, ora l'attacco brilla. Ma c'è da lavorare sulla fase difensiva

Non era mai successo finora: contro la Juve Stabia il Palermo ha siglato tre reti nella stessa partita, non era mai andato oltre 1 solo gol nello stesso incontro tra la partita di Parma in Coppa, la Cremonese e il Cosenza in campionato oltre alle due gare senza reti contro Brescia e Pisa.

Le prime due reti rosanero sono state inoltre di pregevole fattura, dall'azione corale alla rifinitura: i tre grandi protagonisti sono stati Di Francesco, autore dei due assist e vero funambolo della corsia mancina, Segre con uno dei suoi più classici inserimenti e una meravigliosa conclusione volante e poi Henry, che ha avviato e finalizzato di testa la rete del raddoppio. I rosa rispetto alla gara col Cosenza, durante la quale avevano costruito anche di più, sono apparsi più cinici: Brunori è stato glaciale dal dischetto, forse solo Insigne avrebbe potuto fare di più in una circostanza a inizio secondo tempo.

"Tre tiri, tre gol", ha rivelato l'allenatore della Juve Stabia Guido Pagliuca, ma anche questa è la virtù dei forti e la dimostrazione di qualità assoluta degli avanti del Palermo.

Più di qualcosa da rivedere resta in fase difensiva, perché la Juve Stabia ha avuto molteplici palle-gol: la distrazione di Pierozzi ha quasi portato al gol Mussolini, il palo dei padroni di casa è giunto da una posizione eccessivamente centrale di Diakité, la squadra ha sofferto inoltre i calci piazzati e da uno di questi Ceccaroni non ha marcato con sicurezza sulla seconda palla poi messa in rete da Adorante.

La fase difensiva merita un'attenzione particolare, poiché i centrali e specialmente i terzini faticano a trovare la posizione e spesso a individuare le giuste letture per arginare le manovre avversarie: troppi spazi finora, troppe conclusioni semplici e troppi cross dal fondo, così la squadra rischia di andare in apnea. Nota di merito invece per Sebastiano Desplanches, che ha risposto presente in diverse circostanze e forse solo nel gol subito avrebbe potuto tentare quantomeno di staccarsi dalla linea di porta ma non era una dinamica semplice per via dello sviluppo particolare dell'azione.

Adesso è il turno del Cesena, squadra frizzante in attacco e molto abile a calciare da fuori: sono caratteristiche che il Palermo spesso ha sofferto, ma è qui che servirà vedere il salto di qualità.