Cessione Palermo, qualcosa sfugge: parla Binda

Cessione Palermo, qualcosa sfugge: parla Binda

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Dopo un tira e molla durato mesi si è concretizzato il passaggio di proprietà del Palermo Calcio con l'arrivo del gruppo inglese Global Future Sports&Entertaiment Ltd: un evento storico che però non dissipa del tutto i dubbi sul futuro a breve termine della società rosanero, la  cui situazione resta per certi versi delicata. Del momento societario e del campionato, che vede il Palermo protagonista, abbiamo parlato con Nicola Binda, giornalista della Gazzetta dello Sport e gran conoscitore della cadetteria, in questa breve intervista.

 

Partiamo dal calcio giocato. Da quando Stellone è tornato sulla panchina del Palermo la squadra ha conquistato 18 punti in 8 partite, assestandosi in vetta alla classifica. Si può dire che sia lui l'uomo della svolta?

Sicuramente i numeri sono dalla sua parte. Non abbiamo la controprova per dire che Tedino avrebbe fatto peggio. Certamente è vero alcuni giocatori hanno un rapporto migliore con il nuovo allenatore. Se Tedino avesse avuto tutta la squadra dalla sua parte probabilmente i risultati sarebbero stati simili.

 

Come sempre la cadetteria regala sorprese: le favorite stentano ad ingranare e la zona promozione in questo momento pullula di outsiders. Secondo lei quali sono le squadre da cui il Palermo dovrà guardarsi le spalle in questa stagione?

Tra le favorite della vigilia il Benevento, come si è visto venerdì, è l'unica squadra che può dare seriamente fastidio al Palermo. Con le retrocesse Crotone e Verona che stanno facendo male, bisogna fare attenzione al gruppone. Oltre a Salernitana e Pescara, occhio a Lecce e Cittadella, ma attenzione anche a Brescia e Perugia, due squadre forti con margini di crescita che dopo il mercato di gennaio potrebbero migliorare ulteriormente.

 

Sul fronte societario i rosanero vivono un momento ancor più delicato e complesso di quanto accaduto nel passato più o meno recente tra indagini giudiziarie e un cambio della guardia sui generis sul quale entreremo nel dettaglio. Quali sono le sue idee in merito al momento storico del Palermo?

La piazza di Palermo merita tranquillità, che si può raggiungere tramite una gestione societaria normale. Questi continui scossoni non aiutano e hanno fatto disamorare il pubblico, io mi auguro che il clima possa essere diverso perché è assurdo che i tifosi, in virtù di questa situazione pesante della quale sono giustamente saturi, non vadano allo stadio. Con la squadra prima in classifica e in rampa di lancio per la promozione, lo stadio vuoto non fa bene al Palermo.

 

In merito al passaggio di consegne della società di Viale del Fante lei aveva espresso il suo scetticismo tramite Facebook. Adesso che la proprietà si è presentata quali sono le sue impressioni iniziali?

Si, ho visto i nuovi soci che si sono presentati. Ora devono conquistare Palermo con i fatti. Non ho capito bene chi siano realmente i finanziatori del Fondo e chissà se mai si capirà. Vedremo. E’ una svolta che intanto dovrebbe alleggerire il carico delle inchieste. E Sono curioso di capire questa “consulenza” di Zamparini di che tenore sarà.

 

In chiusura le chiediamo da giornalista e uomo di calcio che futuro si immagina per il Palermo.

Se il Palermo può contare su una società solida e su un pubblico da almeno 20.000 persone a partita, potrà consolidarsi nuovamente in Serie A, altrimenti vivrà di questi alti e bassi. Palermo è una realtà affascinante, che ho apprezzato nelle mie recenti trasferte: è la quinta città d’Italia, con una tifoseria che è sempre stata un valore aggiunto per la squadra e che merita di poter tornare ad alti livelli, con grandi giocatori che possano diventare una base tecnica a lungo termine e non semplicemente una risorsa da patrimonializzare in tempi stretti. E’ vero che il Palermo ha lanciato Dybala, Cavani, Pastore e altri, ma se si fosse costruito uno squadrone attorno a loro dove sarebbe adesso?! Se invece l’unico fine è quello di fare plusvalenze, i tifosi non potranno mai essere veramente contenti e legati alla squadra.