Palermo, meriti la retrocessione. L'ipocrisia non serve
Rosa inesistenti contro la Lazio. Colpe e responsabili facilmente individuabili: sette sconfitte di fila non sono un caso.
Un k.o. meritato, il settimo consecutivo. Quello per scrivere una storia ai confini della tragedia sportiva. La Lazio al "Barbera" si impone 1-0 senza fare granché. In questo momento basta poco, pochissimo, per avere ragione della squadra rosanero. Che non attacca, non prova a sovvertire la situazione, non riscatta un primo tempo opaco con una ripresa all'assalto. Il Palermo non c'è e non si vede. Gara chiusa già al 31', con la rete di Milinkovic-Savic.
Il triplice fischio solitamente è una liberazione quando lo attendi per festeggiare un successo. Al "Barbera" lo si è atteso per tornare a casa dopo aver sprecato una tarda mattinata di domenica spendendo almeno 25 euro, tolti gli abbonati che in parte hanno deciso di disertare gli spalti. Alla formazione di De Zerbi vanno comunque garantite le attenuanti che come un ritornello vengono ripetute dall'inizio della stagione dalla stragrande maggioranza dei soggetti che ruotano, a vario titolo, intorno all'orbita rosanero: errori in sede di calciomercato e politiche societarie rivedibili.
Quella allestita in estate da Zamparini e Faggiano non è una squadra in grado di competere sui campi della Serie A. Lo dicono i numeri, lo conferma il gioco, lo ribadiscono i risultati. De Zerbi continua a cambiare uomini e schemi, ma il prodotto non muta neppure di una virgola. I giovani non sbocciano e i senatori deludono: Diamanti e Gonzalez su tutti. Ma puntare il dito contro i singoli sarebbe sintomo di miopia. I problemi stanno a monte, allo stato attuale il Palermo merita la retrocessione nel torneo cadetto. Senza se e senza ma.
Redazione