Palermo, il quadro non è ancora completo
Siamo quasi giunti al termine della regular season, ed è il momento di analizzare i punti di forza del Palermo di Inzaghi in vista dei playoff.
di Giulia Bagnasco
A una giornata dalla fine, la Serie B continua a smentire qualsiasi tentativo di normalità.
Il Venezia festeggia la promozione soltanto adesso, dopo una stagione vissuta a ritmi da vertice assoluto. Il Frosinone resta a un passo dalla Serie A e si giocherà tutto all’ultima giornata. Il Monza inciampa quando sembrava avere l’inerzia dalla propria parte.
E intorno, come spesso accade in questo campionato, ogni risultato continua a spostare qualcosa.
In mezzo a questo caos, il Palermo ha una sola certezza: il quarto posto è ormai definitivo.
Il pareggio contro la Reggiana aveva chiuso definitivamente la corsa alla promozione diretta.
La vittoria per 3-2 contro il Catanzaro non cambia la classifica, ma non per questo si è trattata di una partita vuota.
Era una gara particolare già prima di cominciare.
Sia Filippo Inzaghi che Alberto Aquilani avevano poco da chiedere al campionato in termini di posizione finale.
Era inevitabile che diventasse anche una serata di verifiche, rotazioni, minuti da distribuire e indicazioni da raccogliere in vista dei playoff.
Le seconde linee del Palermo, nel complesso, non hanno mandato segnali travolgenti.
Qualche sbavatura difensiva, qualche risposta interlocutoria, diverse conferme rimandate.
Nulla che permetta di dire che il Palermo alternativo abbia davvero alzato la voce.
Eppure, dentro una partita confusa e a tratti imperfetta, una notizia vera è arrivata. Si chiama Dennis Johnsen.
Il norvegese ha trovato il suo primo gol in maglia rosanero e ha contribuito in modo diretto anche all’autorete del momentaneo 2-2.
Più ancora dei numeri, ha colpito la qualità del gol, il modo in cui è entrato dentro la partita, la sensazione di aver finalmente lasciato un segno riconoscibile.
Non è un dettaglio.
Il Palermo ha in Joel Pohjanpalo il proprio riferimento offensivo assoluto, capocannoniere con 24 reti.
Ma dietro di lui il dato racconta qualcosa di molto chiaro: il secondo miglior marcatore è il centrocampista Filippo Ranocchia con 6 gol,
mentre l’altro attaccante titolare, Jérémy Le Douaron, si è fermato a 5.
Per questo il segnale di Johnsen, a poche settimane dai playoff, ha un peso che va oltre la singola serata.
Anche perché il Palermo, contro il Catanzaro, ha fatto un’altra cosa non banale: ha vinto uno scontro diretto, e lo ha fatto in rimonta.
Non è capitato spesso in questa stagione, e non è mai capitato durante la scorsa.
E senza trasformare questa partita in qualcosa che non è stata, resta comunque un elemento da tenere lì, annotato, perché a maggio anche certe piccole risposte possono cambiare l'approccio di una squadra.
Il punto è proprio questo.
Il Palermo arriva ai playoff con una classifica già definita, ma con il futuro ancora in sospeso.
Manca un’ultima giornata. Il quadro non è completo.
Non si conoscono ancora tutti gli incroci, non si conosce ancora la forma definitiva del percorso, e in un campionato come questo basta pochissimo per cambiare la percezione di ciò che ci si attende.
Forse è questo il vero messaggio lasciato dalla penultima giornata.
Il Palermo non ha risolto i suoi dubbi. Non ha cancellato i propri limiti. Ma ha portato con sé qualcosa.
Un attaccante ritrovato. Una rimonta. Una vittoria che non sposta la classifica ma che influisce positivamente sull’umore della squadra.
Adesso resta l’ultimo passaggio.
Sta per cominciare il momento in cui più dei punti contano i dettagli, la condizione, la lucidità, il coraggio.
E forse, in fondo, anche questo dice qualcosa sul Palermo di oggi: la strada è ancora in salita, ma questa squadra sembra capace di scrivere il proprio destino.
Redazione