Palermo, ecco chi sono Murawski e Gnahoré

I profili degli ultimi due acquisti rosanero, nuova linfa alla linea mediana della squadra

Palermo, ecco chi sono Murawski e Gnahoré

In attesa di capire quale sarà il futuro dei “big”, de facto non incedibili, il Palermo continua a muoversi in entrata.

Nei giorni scorsi la società rosanero (che ieri ha annunciato la rescissione del contratto di Gazzi, clicca qui) ha perfezionato due acquisizioni a centrocampo: il polacco Radoslaw Murawski dal Piast Gliwice (già nel giro dell’Under 21 del suo paese) e il franco-ivorano Eddy Gnahoré (già trattato nella sessione invernale di mercato del 2016) prelevato dal Napoli, ma reduce da sei mesi in B al Perugia.

 

Vediamo qui sotto di che tipo di giocatori si tratta. Normolineo dalla struttura fisica asciutta, Radoslaw Murawski è un mediano. Destro naturale, Murawski ha visione di gioco, è un buonissimo passatore, specie in appoggio, e sa dettare bene i tempi alla squadra. Bravo nel farsi trovare sempre libero dai compagni, Murawski non di rado effettua la cosiddetta “Salida Lavolpiana”, collocandosi in mezzo ai centrali difensivi per far allargare subito gli esterni al fine di rompere il pressing avversario, facendo così ripartire la manovra. Giocatore non particolarmente dinamico, Murawski accompagna raramente l’azione, inserendosi pochissimo con o senza palla e mantenendo spesso la posizione. In fase difensiva, mostra una buona tempistica d’intervento sull’uomo e grande determinazione, circostanza che gli costa non di rado qualche cartellino giallo. Dotato senza dubbio di grande personalità (non a caso è stato per tre anni capitano del Piast) Murawski, giocatore sicuramente più utile che bello da vedere, può essere un innesto importante all’interno degli schemi di Tedino, in quanto uomo d’equilibrio, utile sia in fase d’impostazione che in fase di contenimento.

 

Eddy Gnahoré è invece un interno di centrocampo longilineo dalla stazza fisica imponente, mediamente veloce e con una buona resistenza. Destro naturale, Gnahoré può giocare sia da mezzala che da mediano ed è un giocatore valido con il pallone tra i piedi: se la cava molto bene nel controllo e nel dribbling, in cui sfrutta anche le sue lunghe leve, ha un buon tiro ed è bravo nei passaggi in appoggio. Pur avendo una buona tempistica di inserimento, Gnahoré predilige il gioco palla al piede e ogni tanto tende troppo alla ricerca del virtuosismo. In fase difensiva il giocatore aggredisce il portatore di palla avversario a patto di averlo in visione. Il suo limite principale è legato alla continuità, visto che tende a prendersi pause sceniche di troppo nell’arco dei 90’.

Giocatore di buon livello limitato da diverse circostanze (soprattutto guai fisici), Gnahoré ad oggi è più inquadrabile come un giocatore di rotazione da inserire a partita in corso, ruolo in cui potrebbe dire la sua, sfruttando le sue doti contro squadre lunghe e stanche. Non è comunque da escludere che, con un po’ di quella continuità che gli è mancata in questi anni, possa invece scavalcare le gerarchie.