Palermo e Venezia accomunate da un identico destino? Tra paure e dubbi, c'è nell'aria un forte odore di smobilitazione

I segnali che arrivano dal calciomercato non sono buoni. Finora solo operazioni in uscita e tanti strani tentennamenti in entrata

Ce lo siamo sentiti ripetere spesso, dai tifosi che pensavamo fossero più pessimisti o, ancora peggio, da tifosi di altre squadre: "Farete la fine del Venezia...". Un ritornello al quale non abbiamo mai dato credito, perché abbiamo sempre valutato alcune variabili importanti che contraddistinguevano il progetto Venezia da quello di Palermo. Uno su tutti il bacino di utenza del capoluogo siciliano, che ha garantito, in tutti questi anni, grande visibilità al patron friulano. Un altro termine di paragone era il calore del pubblico palermitano, che fino a qualche anno fa idolatrava il numero uno rosanero come un Dio. Zamparini era andato via da Venezia nel peggiore dei modi. Con la scusa che non gli permettevano di costruire lo stadio, ha preso tutto, dall'oggi al domani, ed è andato via. Tutto. Fu un travaso che costò al club della città lagunare, pesanti conseguenze economiche e societarie. Tuttora, i veneziani hanno ancora rancore nei confronti del loro ex presidente. Sono passati 14 anni e anche il tempo ha fornito ai palermitani altri due motivi per non avere paura di un nuovo "tradimento", stavolta a spese proprie, da parte del patron di viale del fante: uno è il tempo stesso, visto che Zamparini è ormai anziano per ripartire con voglia e determinazione su un nuovo progetto calcistico in un'altra città; il secondo è il fattore economico: le sue casse non sono più piene come prima.' Nonostante tutto, sembra proprio che si stia preparando un epilogo molto simile a quello di Venezia. Non si tratta di un travaso stavolta, ma di una vera e propria svendita totale, che sembra portare ad una smobilitazione. Zamparini vende tutto,  tenendo solo elementi di poco valore e con potenzialità tutte da dimostrare. Sembra un vero e proprio smacco alla città e ai tifosi, che per anni lo hanno acclamato e venerato. Non è un mercato povero quello del Palermo di quest'anno, è un mercato inesistente. Il Palermo sta facendo solo operazioni in uscita e l'emorragia non sembra essersi fermata. Lazaar a breve lascerà il ritiro per accasarsi altrove, ma potrebbe seguirlo anche Quaison, corteggiato dall'Atalanta. Forse, ce lo auguriamo, saremo smentiti e nei prossimi giorni arriveranno campioni che cambieranno il volto della squadra, ma il Palermo attuale, guardando il valore e l'esperienza dei giocatori in organico, avrebbe difficoltà a salvarsi pure in serie B. In tal senso ci sembra sia uno spreco il ritiro austriaco, perché l'attuale rosa dei titolari è da rifare per almeno otto undicesimi. La campagna abbonamenti procede a rilento: la società ha ufficializzato 1000 tagliandi in 4 giorni. La gente non ha più fiducia, non vede un progetto. E "la questione dell'abbonamento, a prescindere dal mercato", regge ormai fino ad un certo punto, perché si può anche rinunciare allo spettacolo per amore della maglia, ma qui si tratta di perderci il fegato, con una squadra, al momento davvero improponibile, che non può competere, a nostro avviso, con nessuna delle compagini che quest'anno disputeranno la massima serie. Cosa sta preparando Zamparini? Ha ingaggiato Foschi per vendere tutti i pezzi migliori, ricavare il massimo e poi andare via? Qualcosa bolle in pentola, ma al momento non si distingue se faccia profumo o puzza. Una cosa però deve essere chiara: i soldi, l'amore, la passione, la fede, non si comprano. Zamparini vuole vendere? Che lo faccia, presto! Ma soprattutto che lo faccia con rispetto, verso tutti quei palermitani che in questi anni gli hanno dato fiducia, soldi, tempo, affetto. Nessuno merita di fare la fine del Venezia, tanto meno il Palermo.

Michele Sardo