Palermo, dinamismo e fosforo cercasi: tour de force, che fatica. Con lo Spezia ultimo sprint, poi la sosta

Palermo, dinamismo e fosforo cercasi: tour de force, che fatica. Con lo Spezia ultimo sprint, poi la sosta

Fiato corto e poca lucidità, il Palermo di Inzaghi sembra essere in debito d’ossigeno dopo il tour de force che lo ha visto affrontare a stretto giro di posta Bari, Udinese (in Coppa Italia), Cesena e Venezia.

Sabato alle 17.15 l’ultimo stress test prima della sosta. Lo Spezia sarà la coda di questo mini ciclo di sfide che ha messo il Palermo contro avversari di assoluto livello, su tutte le due bianconere (friulani e romagnoli) ed i lagunari, per ultimi.
Proprio contro il Venezia, la sensazione che la squadra avesse ritmo ed intensità inferiori rispetto alla formazione di Stroppa. I rosanero hanno sì tenuto botta, ribattendo colpo su colpo alle sortite offensive degli ospiti, ma è evidente che serve ricaricare le pile.

Dal match interno contro i galletti vinto 2-0, una serie di sfide ad alto impatto che hanno messo a dura prova gli uomini di Inzaghi. Un filotto di gare che ha comunque evidenziato la solidità della retroguardia rosanero: due sole reti incassate in campionato ed attuale migliore difesa del torneo, che significa anche nessuna sconfitta ancora incassata in queste prime sei giornate.

Ma come tutte le medaglie, anche questa ha il suo risvolto. La manovra appare più compassata e meno fluida, meno vivacità nel fraseggio palla al piede, che tende ad essere anche più articolato rispetto alla nota ricerca della verticalità chiesta dal gioco di Inzaghi. C’è sempre da considerare il valore tecnico dell’avversario, ed il Palermo ha incontrato tre delle squadre che al momento occupano le prime otto posizioni della classifica (Frosinone, Cesena e Venezia, in ordine) oltre l’Udinese.

L’assenza di Ranocchia sembra incidere fortemente nel calo d’intensità dei dettami tattici di Inzaghi. La velocità di pensiero e la raffinatezza del tocco di palla del numero 10 danno uno sprint determinante ai fini della fluidità di manovra. Anche le poche apparizioni di Palumbo, dal primo minuto o da subentrato, non hanno dato quella incisività che ci si aspetta dall’attuale numero 5 rosanero, ancora poco brillante e non al meglio della forma. La scelta operata da Inzaghi, di non schierare l’ex Modena per l’intera gara di martedì sera contro i lagunari (anche per i cambi forzati, principalmente per la gestione degli ammoniti) potrebbe significare l’utilizzo dal primo minuto al “Picco”.

Sabato sarà la volta dell’ostacolo Spezia, squadra che, nonostante non stia vivendo un buon momento in campionato, ha sempre grande valore tecnico individuale ed un allenatore come D’Angelo, che conosce a memoria la categoria. Contro i liguri c’è bisogno dello smalto e della qualità del fantasista napoletano, che ad oggi ha regalato sprazzi del suo bagaglio tecnico solo in occasione del successo per 0-2 contro il SüdTirol, subentrando a gara in corso al “Druso” di Bolzano.

Gli aquilotti sono l’ultimo ostacolo da superare, prima di rifiatare e rimettere benzina sulle gambe, durante la sosta. Sarà importantissimo arrivare allo stop per le nazionali (il secondo dopo quello di inizio settembre) mantenendo la striscia di imbattibilità intrapresa in queste sei giornate di campionato. Bisognerà stringere i denti per provare lo sprint necessario che possa regalare il bottino pieno esterno, utile a rivitalizzare mente, cuore e muscoli di questa squadra.