Palermo, d.s. vuol dire destino segnato. MZ non lascia scampo

Tanti gli uomini mercato che si sono alternati durante la gestione del patron friulano. Tante rotture: alcune dolorose, altre grottesche.

Palermo, d.s. vuol dire destino segnato. MZ non lascia scampo

Questione di allenatori ma anche di direttori sportivi. Tanti matrimoni, alcuni fortunati e altri decisamente meno riusciti in casa Palermo negli ultimi anni. Il compagno di viaggio più fedele a Zamparini rimane Rino Foschi, in rosanero dal 2002 sino al 2008. Sei anni intensi con numerosi colpi messi a segno, Toni, Cavani, Amauri e Miccoli solo per ricordare i giocatori più celebri. All'improvviso la rottura e l'arrivo di Walter Sabatini. Altra pioggia di campioni, tra i quali il duo dal piede fatato Pastore-Ilicic. E' il periodo dei sogni di grande Europa, a novembre del 2010 qualcosa nei rapporti con MZ va in corto circuito e l'idillio termina. 

 

Da quel momento fantasmi e difficoltà, a cominciare dalla direzione sportiva di Sean Sogliano che dura lo spazio di un'estate o poco più. Archiviata come negativa la parentesi Cattani, senza giudizio il rapporto con Panucci, rimasto come responsabile dell'area tecnica per un mese e spicci. Quindi le due stagioni targate Perinetti, con l'interruzione lampo che porta il nome e il cognome di Pietro Lo Monaco, conclusasi con accuse e recriminazioni. Arriva la retrocessione in serie B, si riparte dai cadetti e il ritorno immediato nel massimo campionato è anche la linea di confine di un biennio tra gioie e dolori. Giunge il momento di cambiare ancora.

 

Tocca a Franco Ceravolo, dapprima sponsorizzato da Zamparini e infine scomparso in maniera silenziosa. L'interregno Baccin non porta alla rottura con l'attuale responsabile del settore giovanile (in odor di Juve), il che rappresenta una notizia. Dopodiché arriva il momento di Manuel Gerolin, di fatto commissariato quasi subito dal patron che si assume la responsabilità delle decisioni adottate in sede di mercato. Serve una figura forte, un uomo di fiducia. E' il momento giusto per il ritorno di Foschi, tornato in rosanero lo scorso luglio. Per dieci giorni. Incomprensioni, divergenze insanabili e la rottura. Quindi Faggiano e Simic (mai nominato d.s.), come ci ricorda la storia recente. Ora è il momento di Nicola Salerno. Sino al prossimo ribaltone.