Palermo, corsa, grinta e carattere cercasi: i rosa di Inzaghi a caccia dell'identità perduta

Palermo, corsa, grinta e carattere cercasi: i rosa di Inzaghi a caccia dell'identità perduta

Nonostante le sole dodici giornate di campionato trascorse, il Palermo di Inzaghi appare già col fiato corto. Ad evidenziarlo le ultime cinque giornate di campionato, che hanno restituito alla squadra rosanero solamente 4 punti, frutto di una vittoria, un pareggio e ben tre sconfitte.

I tre ko sono i risultati che più di tutti hanno evidenziato il calo d'intensità della squadra rosanero. Se fino alle prime sette giornate del torneo cadetto corsa e pressing erano le chiavi del nuovo corso targato Inzaghi, nelle ultime prestazioni sfoggiate dalla formazione siciliana si è invece notato un gioco compassato e la quasi totale assenza di incisività in fase offensiva, soprattutto con avversari che, sulla carta, starebbero statisticamente dietro alla formazione rosanero, sia per qualità dei singoli che per esperienza. I fatti invece dicono altro: squadra spenta, non incisiva, che subisce le infilate degli avversari. Il roboante 5-0 contro il Pescara è forse stato un piccolo specchietto per le allodole che ha spazzato sotto il tappeto la polvere delle opache prestazioni già messe in campo contro Modena, Catanzaro e Monza. Un crollo, sfociato nel ko contro le vespe della scorsa settimana, che lascia parecchi interrogativi attorno a questa squadra.

In questa quarta stagione di Serie B targata CFG, qual è il vero Palermo? Quello visto fino al successo del "Picco" contro lo Spezia, o il prevedibile ed arrendevole del ko incassato al "Menti"? Chiaramente, le dichiarazioni di Inzaghi nel post-gara contro la Juve Stabia suonano come un urlo di rabbia contro un gruppo che non rispecchia il carattere che il tecnico ha cercato di trasmettere in fase di ritiro. "Io voglio sempre vincere", ha sempre ripetuto Inzaghi, "Questi giocatori, come me, si devono meritare questa maglia. Adesso abbiamo due mesi tempo, noi tutti, per meritarcela e crescere in prestazioni. Per i giocatori che sono, sicuramente, non stiamo facendo vedere le qualità che abbiamo". Parole forti, che cercano di scuotere una squadra che appare smunta già alla dodicesima di Serie B.

Se nella fase difensiva i numeri non sono disastrosi (9 gol subiti e terza miglior difesa), i nodi al pettine vengono in zona gol. Il reparto d'attacco, affidato alle sorti realizzative del solo Pohjanpalo, con Brunori e Le Douaron decisamente al di sotto delle aspettative, è poco incisivo e poco servito a dovere. La manovra offensiva sembra alimentata dal solo rifornimento di palle gol da parte degli esterni, rendendo la costruzione di gioco prevedibile e dunque facilmente leggibile da parte degli avversari.

Allora non resterebbe che analizzare le prestazioni in zona nevralgica. Il centrocampo rosanero, almeno nelle ultime cinque uscite, ha mostrato di essere sotto scacco degli avversari di turno. Ranocchia e Palumbo sono i due tasselli più qualitativi, dai quali ci si attenderebbe la svolta, ma entrambi stanno attualmente performando meno di quanto potrebbero. Soprattutto il numero 10, apparso sottotono e poco lucido. Segre e Vasic appaiono tra i pochi in mezzo al campo a mostrare quel qualcosa in più, mentre appare ancora in ombra Blin, con Gomes attanagliato dal secondo infortunio dall'inizio di questa stagione, ed un Giovane praticamente inutilizzato.

Difesa, centrocampo, attacco, una cosa è certa: si attacca e si difende in undici. Non può ridursi il tutto ad un solo reparto, e le prime giornate di campionato lo hanno dimostrato. Il Palermo di Inzaghi deve ritrovarsi e ritrovare la voglia, l'inerzia, ma soprattutto la fame di voler portare a casa il risultato, di riffa o di raffa. I prossimi avversari dei rosanero, dopo la sosta nazionali, non sono proibitivi, ma non vanno più fatti gli errori di Catanzaro e Castellammare, mostrando il fianco e arrendendosi senza lottare. Corsa, grinta e carattere cercasi: in battaglia si può sempre perdere, ma con onore e a testa alta.