Palermo, attento alla trappola Arezzo

Una gara assolutamente da non sottovalutare per i rosanero

Palermo, attento alla trappola Arezzo

C'è un genere di partita che il calendario nasconde tra le pieghe, travestita da formalità. Arezzo-Palermo, seconda giornata, sembra già scritta: la matricola neopromossa contro la corazzata favorita del campionato. Eppure sono proprio queste le gare da segnare in rosso, perché l'Arezzo non ha niente da perdere, mentre il Palermo giocherà con la pressione della vittoria.
Il 4-3-3 verticale e aggressivo di Bucchi, costruito per colpire soprattutto in ripartenza, può fare molto male qualora il Palermo si dovesse sbilanciare troppo alla ricerca del gol.

D'altro canto, il 4-2-3-1 di Inzaghi sembra un modulo più equilibrato sulla carta, ma soffre quando l'avversario riesce a trovare il buco in mezzo, poiché Segre e Ranocchia non riescono sempre a coprire tutto il campo in ampiezza. Servirà quindi la massima attenzione e pazienza, soprattutto in mezzo al campo, dove il Palermo ha soltanto due centrocampisti a fare filtro davanti alla difesa. Ogni pallone perso in fase d'attacco rischierà di trasformarsi in una transizione da tre contro due nello spazio aperto.

Peserà inoltre l'assenza di Palumbo, perché mancherà al Palermo un uomo fondamentale capace di gestire i ritmi della partita, e mancherà un ricambio di qualità di Hernani. Se a questo si aggiunge anche una condizione fisica non ancora brillante, allora è chiaro che quella di oggi non sarà per nulla una partita scontata, bensì una trappola ostica che il Palermo dovrà affrontare e superare.

C'è infine un dato scomodo: il Palermo non vince fuori casa dalla trasferta di Padova: era il 21 marzo. Da allora due pareggi (Frosinone e Reggiana) e due sconfitte (Venezia e Catanzaro). Le squadre che vincono davvero non lo fanno solo in casa, lo fanno non steccando le trasferte facili sulla carta.

Arezzo-Palermo sarà precisamente questo tipo di esame per i rosanero. Oggi il Palermo non deve solo vincere, ma dimostrare di aver imparato a non cadere nelle trappole, perché quelle, a fine campionato, si pagano più di uno scontro diretto.