Palermo-Arkus, proseguono i lavori verso il closing
Palermo e Arkus Network continuano a lavorare senza sosta, a Roma e nel capoluogo siciliano, per il closing previsto nella giornata di domani, e mentre il gruppo di Walter Tuttolomondo si difende dalle accuse di riconducibilità ad ideologie di matrice xenofoba all'orizzonte spunta anche il mancato pagamento di un vettore da parte di una delle società appartenenti alla stessa Arkus.
Come scrive Repubblica Palermo nella giornata di ieri, negli uffici dello stadio Renzo Barbera, si è svolto un consiglio di amministrazione per portare avanti i lavori verso il closing atteso per domani, e nella successiva assemblea dei soci è arrivato il via libera alla cessione delle quote da Daniela De Angeli ad Arkus Network e di conseguenza alla chiusura definitiva dell'affare. Nel frattempo a Roma il gruppo di Walter Tuttolomondo si è occupato della situazione relativa al deferimento del club rosanero, esaminandone tutte le possibili evoluzioni ed elaborando un piano operativo per ogni potenziale scenario. Fra gli argomenti trattati nelle riunioni di ieri anche il perfezionamento dell'organigramma che da domani prenderà possesso degli uffici del Palermo.
Intanto Arkus si difende dalle accuse di vicinanza ad ideologie xenofobe. Nella giornata di domenica Sinistra Comune aveva diffuso la notizia di rapporti finanziari fra il gruppo di Tuttolomondo e ambienti legati all'estrema destra, definendo Arkus una "holding neo-nazista", ma con un comunicato ufficiale diramato ieri è arrivata la pronta smentita da parte dei diretti interessati. "Non c'è alcun collegamento – si legge nel comunicato – fra questo gruppo e componenti di matrice xenofoba. Sono voci destituite di ogni fondamento e non trovano alcun riscontro nei pubblici registri e men che meno nel Dna personale e culturale dei suoi esponenti. Sono state divulgate fake news in assenza dei riscontri oggettivi". E mentre Walter Tuttolomondo si prepara a tutelare la propria immagine e quella del suo gruppo spunta anche la grana Neos, il vettore non pagato dalla società di Arkus Partours, con il gruppo Neos Airlines che ha comunicato all'Enac l'insolvenza e fermato i voli charter per il tour operator.
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