Domenica contro il Chievo potrebbe essere l'ultima possibilità per il tecnico di Ascoli, per dimostrare che il gruppo è ancora con lui e che chi lo critica è miope.
Ma per comprendere lo stato attuale, forse è bene fare un passo indietro nel tempo e tornare per un attimo al primo settembre di quest'anno, giorno successivo alla chiusura del mercato estivo: quella mattina, da indiscrezioni raccolte da rotocalcio.org, mister Iachini chiese apertamente al presidente di esonerarlo, perché non erano stati acquistati i giocatori che lui avrebbe voluto. Addirittura il tecnico, quel giorno, non si presentò all'allenamento.
Che il tecnico non fosse contento del mercato estivo fu anche palesato da lui stesso sul giornale di sicilia, in un'intervista che fece arrabbiare parecchio il presidente Zamparini e probabilmente non solo lui.
Tutto rientrò. Presidente e allenatore si incontrarono in un ristorante di Mondello e fu siglata la pace.
Nessuno sa, però, se all'interno dello spogliatoio, Iachini abbia mai avuto chiarimenti con i suoi calciatori rispetto a quanto dichiarato, visto che indirettamente, ammettendo di non essere contento del mercato fatto dalla società, egli aveva bocciato apertamente parte della rosa a sua disposizione.
Una cosa è certa: i risultati, da quel momento in poi, sono stati ampiamente insoddisfacenti.
Eppure, nonostante l'organico sia decisamente incompleto, i giocatori a disposizione del mister non sono dei brocchi. Anzi...
Dopo aver vinto le prime due gare e pareggiato la terza, soprattutto grazie ai miracoli di Sorrentino, il Palermo ha inanellato quattro sconfitte, una vittoria in trasferta, un pareggio casalingo e altre due sconfitte.
A fronte di ciò, il Palermo si trova oggi a ridosso della zona retrocessione e, anche se siamo appena all'undicesima giornata, si vedono nuovi strali all'orizzonte. A lanciarli non è solo il presidente Zamparini, che anzi sembra più paziente del solito, ma soprattutto l'ambiente.
Le squadre messe in campo finora, tante, non convincono, il gioco non piace, anche perché forse non c'è.
Sul banco degli imputati c'è proprio Beppe Iachini.
Possibile che un tecnico così preparato, che fa del lavoro il suo punto di forza migliore, abbia tutto d'un tratto perso la bussola?
O la spiegazione a questa involuzione è da ricercare proprio a quel primo giorno del mese di settembre che vi
abbiamo raccontato prima?
Come spiegare il mutamento in negativo di giocatori che l'anno scorso hanno fatto la differenza, come Gonzalez, Lazaar e Rigoni? Quale spiegazione ci può essere alle molteplici formazioni mandate in campo quest'anno? Come giustificare tre espulsioni subite dal tecnico in appena 11 gare di campionato?
Come se non bastasse, scopriamo oggi che venerdì scorso a Boccadifalco, Lazaar e Vazquez, dopo un contrasto di gioco, se le sono date di santa ragione e sono stati separati a fatica dai compagni.
E allora, seppur chi vi scrive vi invita a prendere tali parole col beneficio dell'inventario, c'è qualcosa che non va in seno al gruppo. Il malcontento è palese, qualunque sia l'origine.
Forse c'è un'unica strada percorribile, molto dolorosa, ovvero
cambiare la guida tecnica.
Sacrificare Beppe Iachini, seppur consapevoli del fatto che in questi anni abbia fatto un grande lavoro, sembra a questo punto indispensabile, perché è sotto gli occhi di tutti che, dall'inizio della stagione, non va in campo una squadra, ma undici elementi slegati tra loro e fuori condizione fisica e mentale, senza idee e senza un gioco.
Zamparini, dal canto suo, però, sembra intenzionato ad aspettare ancora. Per una volta, nella sua carriera da presidente, sta avendo più pazienza dell'ambiente e di chi vi scrive.
Non ci resta che sperare che, ancora una volta, abbia avuto ragione lui. Anche perché un'ennesima sconfitta, in casa, contro una squadra che potrebbe rivelarsi una diretta avversaria in zona retrocessione, potrebbe essere deleteria per il prosieguo del campionato.
Michele Sardo