Palermo-Acr Messina, le pagelle: Felici super, bene Vaccaro
Pelagotti 6
Partita praticamente inoperosa per il portiere rosanero, rientrato fra i pali dopo aver lasciato spazio a Fallani nel match contro la Palmese. Se un portiere riesce a concludere la partita senza dover fare interventi contro un avversario come l’Acr Messina il merito va tutto alla squadra.
Doda 6,5
Anche lui di rientro dopo il turno di assenza, il terzino albanese nel primo tempo gestisce molto bene entrambe le fasi coprendo con attenzione e proponendosi spesso in avanti per accompagnare l’azione sull’esterno. Nel secondo tempo laspinta diminuisce ma il suo contributo in fase difensiva rimane impeccabile.
Accardi 7
Con l’assenza di Lancini e Crivello il peso della difesa rosanero va tutto su di lui, e la fiducia è pienamente ripagata. Il centrale palermitano fornisce una gara di grande attenzione e soprattutto di esperienza, elemento fondamentale in una giornata nella quale la retroguardia era composta da un ’99, un 2000 e un 2001, chiudendo completamente le porte della difesa rosanero. Nel suo ruolo naturale di centrale nella difesa a quattro Accardi rimane una garanzia fuori categoria.
Peretti 6,5
Se tutti eravamo convinti che Accardi avrebbe potuto fornire una prestazione di altissimo livello beh, quella di Peretti è una piacevolissima sorpresa. Il classe 2001, al suo esordio dal primo minuto, ha fatto una signora partita formando con il suo compagno di reparto una cerniera che ha annullato ogni tentativo di attacco da parte degli avversari. Va anche vicino al gol svirgolando un pallone invitantissimo dentro l’area di rigore, ma chiedergli anche di segnare sarebbe stato troppo. Bravo bravo.
Vaccaro 7
Di gran lunga la sua miglior prestazione da quando veste la maglia rosanero. La corsia di sinistra è letteralmente falciata dal terzino rosanero per tutta la durata del match, difendendo perfettamente e risultando una furia quando si propone in avanti. Per poco non andava anche vicino al gol con due conclusioni pericolose parate dal portiere Avella.
Martinelli 6
In una partita nella quale in molti hanno avuto una marcia in più la sua ordinaria prestazione di quantità in mezzo al campo è sembrata quasi “normale”. In un match studiato molto bene tatticamente, il centrocampista rosanero si è limitato a supportare la retroguardia in copertura con il solito impegno ma senza brillare.
Martin 6,5
Che il “Renzo Barbera” fosse il suo regno ormai è cosa nota: il campo largo dello stadio di casa esalta le sue caratteristiche tecniche, ma a rendere più difficoltoso il suo gioco stavolta ci si mette l’assenza di una punta di ruolo alla quale scaricare il pallone. Tuttavia il centrocampista francese, più di altre volte, si è reso molto utile in fase di interdizione per via anche della sua posizione arretrata quasi ad altezza della linea difensiva.
Ambro 6
La tecnica non gli manca e qualche colpo interessante si è anche visto ma in alcuni momenti, specialmente nei più concitati, si perde completamente o tende a strafare. È ancora giovane, ha tanto tempo per crescere e margini di miglioramento interessanti. Nota di merito l’assist per il gol di Felici.
Kraja 7
E meno male che aveva anche un fastidio fisico. Buttato nella mischia da Pergolizzi all’ultimo minuto per sostituire Ricciardo, il giovane centrocampista rosanero fa un partitone sia nel recuperare palloni che nelle progressioni in avanti, dove si rivela un pericolo costante per tutta la durata del match.
(Dal 80’ Langella, SV)
Felici 7,5
Sarà stata la rabbia per l’esclusione contro la Palmese, o forse l’aver riposato e aver ripreso freschezza o magari entrambe le cose insieme, ma è tornato il Felici devastante visto ad inizio campionato. In alcuni momenti lo si vedeva ovunque, a reggere anche piuttosto bene sportellate a destra e a manca, e per lunghi tratti di gara nella metà campo avversaria sembrava imprendibile. Corona la sua grande partita con il gol decisivo che buca una rete che sembrava stregata, interrompendo il periodo negativo dei rosa.
Santana 6
Con l’assenza di Ricciardo diventa lui il terminale offensivo di riferimento della squadra. Corsa, quantità e spirito di abnegazione non sono di certo mancati, ma gli errori lì davanti al momento di concludere sono stati davvero tanti. Nel match di ieri è mancata proprio la qualità, suo marchio di fabbrica, ma per una volta glielo si può anche concedere. Come accaduto già contro il Biancavilla in Coppa Italia ogni tanto da centrale fatica a rimanere dietro la linea dei difensori finendo spesso in fuorigioco.
(Dal 72’ Ricciardo, SV)
Redazione