Il migliore in campo? Il Palermo. Le pagelle

Squadra cinica e pragmatica. Il tecnico torna ad essere lucido nelle scelte e nell'impostazione del match

Il migliore in campo? Il Palermo. Le pagelle

 

Il Palermo in assetto d’emergenza piega con un netto 3-0 le resistenze dell’Avellino. Pur avendo prodotto tanto (e sprecato altrettanto) gli irpini hanno dovuto fare i conti con una squadra cinica che ha fatto pagare a carissimo prezzo ogni loro errore.

 

La partita si è messa subito in discesa quando al 9’ minuto un Rispoli (6 +) come sempre iperattivo si è guadagnato un rigore poi trasformato da Coronado (6), fortunato in occasione del penalty, che quest’oggi ha deposto la bacchetta magica giocando più da incontrista e finendo col beccarsi un giallo evitabile che gli costa l’anticipo contro il Venezia. Dopo il gol il Palermo si è limitato perlopiù a rintuzzare le sortite dell’Avellino che ha messo più volte paura ai rosanero, in particolare al 37’ quando Pomini (6), per il resto sempre attento e reattivo, ha rischiato di fare la frittata con un’uscita fuori tempo che avrebbe condotto al pareggio di Ardemagni non fosse stato per un provvidenziale Rajkovic (6,5): il centrale serbo non ha il fisico ma la scienza infusa del ruolo. Con altre ginocchia avrebbe potuto fare una gran carriera.

 

A piegare definitivamente le velleità di vittoria dei verdi campani oggi vestiti di bianco è il tandem Trajkovski-La Gumina. Il macedone (6,5) gioca sempre al piccolo trotto ma è in giornata di grazia e lo dimostra quando imbecca con una pregevole palla il giovane attaccante palermitano (6,5) che poi gli ricambia il favore lasciandogli il secondo rigore, da lui guadagnato. Il resto della squadra fa più o meno il suo. Come sempre molto bene Struna (6,5), faro di una retroguardia che oggi ha nuovamente perso anche Bellusci (6 +), evidentemente tutt’altro che al top ma stoico nel resistere fino alla fine del primo tempo per consentire ad un Accardi (6 +), che ha fatto molto bene il suo, di entrare a inizio ripresa con il riscaldamento fatto.

 

Oltre alla preoccupazione per Bellusci si aggiunge anche quella per Murawski (6), uscito anzitempo per una brutta torsione del ginocchio dopo una partita buona in fase di costruzione ma non eccelsa in copertura. A compensare in tal senso ci ha pensato un Chochev (6 +) gagliardo che non ha fatto mancare il suo apporto alla fase difensiva e lo stesso discorso si può applicare per Aleesami (6), un po’sofferente all’inizio ma nel complesso autore di una buona prestazione. Chiaramente non giudicabile la prestazione di Fiore, entrato a pochi minuti dal termine, mentre a questo giro a Fiordilino (6) si perdona l’errore da matita rossa all’86' di gioco che stava portando Cabezas al gol, anche perché avvenuto a partita già in ghiaccio.

 

In generale oggi si è visto il Palermo (7) cinico e pragmatico che abbiamo apprezzato nella prima parte di stagione: per arrivare in A occorre restare sintonizzati su questa lunghezza d’onda e questo lo sa bene anche mister Tedino (6,5). Il tecnico trevigiano quest’oggi ha fatto le scelte giuste e preparato bene la gara, tornando ad essere il lucido condottiero della squadra dopo un periodo in cui è apparso talvolta timido, talvolta più confuso che persuaso.

 

Il secondo posto è ancora occupato da un altro inquilino, ma a cinque giornate dal termine c’è ancora un foglio intonso su cui provare a scrivere una bella storia.