In una squadra di calcio quello del
capitano non è un ruolo qualsiasi. E' un
personaggio importante, e viene assimilato, come nome, al comandante di una nave, perchè una squadra di calcio è come una nave, che deve essere guidata, condotta quasi per mano, nell'oceano del campionato e portata in un porto sicuro, che poi è
l'obiettivo prefissato: che può essere la salvezza, o le coppe, o lo scudetto. E' per questo che in questa posizione viene eletto, in genere, il personaggio più carismatico, ma anche più autorevole, saggio e comunicativo, rappresentando l'unità e l'anima della squadra.
Questo come concetto generale.
Nella
"nave" chiamata Palermo, in questa "traversata" verso la salvezza, i capitani si sono sprecati. Di quello che c'era ad inizio di campionato,
Edgar Barreto, per le note ragioni si sono perse le tracce. E allora nel "ponte di comando" è salito, quasi automaticamente,
Stefano Sorrentino. Ma è durato poco, perché le fumose vicende che coinvolgono i portieri, unite a un banale incidente, lo hanno "degradato".
Ed è inziata così una rotazione di capitani:
Dybala,
Andelkovic, anche
Vitiello... Ma il capitano deve essere un titolare fisso, oltre che uno dei giocatore più corretti e costanti. Così come è stato per
Barzagli in rosanero per quattro stagioni,
Liverani per tre, lo stesso
Barreto, anche lui quattro stagioni, e
Miccoli, per sei stagioni, molto amato fino a quando non si è scoperto che era discutibile. Nel cuore dei tifosi rosanero è rimasto anche
Corini, quattro stagioni, che, ricordiamo, si prendeva in prima persona le
responsabilità, ammetteva gli
errori ma
difendeva i compagni.
Chi può essere il futuro capitano? Non sapendo se
Sorrentino resta, così come
Vazquez, si potrebbe pensare, nel caso, a
Gonzalez oppure a
Rigoni. Comunque è importante cercare e trovare questa figura: è basilare per l'equilibrio della squadra, ma anche perché i tifosi vogliono in squadra un capitano ben identificato.
Pippo Maniscalco
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