Palermo, Pescara e Crotone: sarà un mese delicato

La lotta salvezza è una questione a 4. Analizziamo i percorsi delle tre avversarie del Palermo.

Palermo, Pescara e Crotone: sarà un mese delicato

Che la lotta salvezza sarebbe stata circoscritta a Crotone, Palermo, Pescara ed Empoli era abbastanza prevedibile già ad inizio stagione e la conferma è arrivata in questa prima parte di campionato. Il divario tra il quartultimo posto e il quintultimo, attualmente occupato da Bologna e Sassuolo, già adesso è abbastanza netto ed è francamente difficile pensare che questo gap possa essere accorciato dal suddetto gruppo: lo scarto tecnico è fin troppo evidente. E' abbastanza probabile dunque che la quota salvezza di quest'anno si assesti intorno ai 20-25 punti, fatto abbastanza insolito che testimonia quanto in questi anni ci sia stato un crollo impietoso per quanto riguarda il livello medio delle squadre di bassa classifica. Ciò richiederebbe una riflessione da parte dei vertici della federazione su una possibile ritorno del campionato a 18 squadre ma questa è un'altra storia. Vediamo invece di fare un check-up dei percorsi e momenti delle dirette concorrenti per la salvezza.


Subito sopra il Palermo, stanziato e stantìo all'ultimo posto e su cui non c'è bisogno di aggiungere altro a quello che purtroppo ha detto il campo sino ad ora, c'è il Pescara. La compagine abruzzese, pur essendo sopra il Palermo è quella che se la passa peggio. Al netto dell'inevitabile partenza di Lapadula, i biancoazzurri hanno mantenuto la continuità tecnica con la squadra che l'anno scorso  ha espresso un buon calcio e spazzato via il sogno del Trapani, confermando Oddo e implementando la rosa sia con giocatori di collaudata esperienza come Bizzarri, Pepe e Aquilani, sia con giocatori più giovani. Anche con l'addio di Lapadula (e la sua sostituzione con due giovani scommesse come il fragile Bahebeck e il fumantino Manaj) sembravano esserci i presupposti per poter fare qualcosa di buono ma (al netto del pari in casa contro il Napoli in una prima giornata che fa sempre testo il giusto) il campionato della squadra del Delfino sino ad adesso è stato disastroso. Cinque pareggi, una casella delle vittorie che sarebbe a 0 non fosse per la vittoria a tavolino con il Sassuolo e tutti gli scontri diretti persi, ultimo quello contro il Crotone.


A differenza del Pescara, i pitagorici hanno visto venir meno le loro certezze con il tecnico Juric approdato al Genoa e i due giocatori chiave Ricci e Budimir finiti ad allungare le rotazioni di Sassuolo e Sampdoria. La dirigenza crotonese, che negli anni ha fatto cose egregie ma che non aveva mai lavorato a questi livelli, ha dovuto rifondare ed ha allestito quella che è senza dubbio la squadra più scarsa che si sia mai vista negli ultimi trent'anni di Serie A, ammassando (al netto di Falcinelli, Trotta e Rosi) una manica di carneadi a quel che restava del gruppo che l'anno scorso ha fatto l'impresa. Le premesse per un disastro c'erano tutte e l'inizio di stagione dei pitagorici è stato in questo senso impietoso. Con il tempo però, grazie anche al tecnico Nicola (l'unica scelta veramente azzeccata) storicamente bravo a tirare fuori il meglio dai suoi giocatori, i rossoblu, pur mantenendo limiti tecnici oggettivi, sono cresciuti sotto il profilo della personalità. Dalla gara pareggiata contro la Fiorentina, il Crotone ha conquistato otto dei suoi nove punti,  rompendo il ghiaccio con la vittoria sul Chievo, mettendo in difficoltà squadre come Inter, Torino e Milan, che per vincere hanno sofferto non poco, arrivando alla vittoria nel già citato scontro diretto contro il Pescara. Come il Frosinone l'anno scorso, il Crotone sublima il poco talento che ha con una grandissima abnegazione ma rispetto alla formazione ciociara,  poi caduta (seppur onorevolmente) per evidenti limiti tecnici, si ritrova in un campionato più livellato verso il basso, in cui la presenza di spirito potrebbe pure fare la differenza: in questo momento tra le tre pericolanti i pitagorici sembrano quelli più accreditati per poter acciuffare l'Empoli.


La squadra toscana in questi anni ha sempre fatto le sue scelte sulla falsariga tecnica di ciò che di buono è arrivato negli anni precedenti per dare il più possibile continuità al suo ciclo. Quest'estate l'Empoli, che come sempre ha perso tanto in uscita, non è riuscito a ripetere operazioni alla Paredes, ed il mercato, tolto il lusso di far fare la muffa in panchina ad un Gilardino che in questo momento farebbe comodo a tantissime squadre, non ha portato nulla di trascendentale. Quel ridimensionamento che l'anno scorso non è arrivato quest'anno è stato inevitabile, ma nonostante ciò l'Empoli, peggior attacco del campionato, è riuscito a tenersi fuori dalla zona retrocessione ed ha dimostrato di avere qualcosa in più rispetto alle concorrenti. Oltre ad aver vinto i due scontri diretti sino ad ora disputati, la squadra di Martusciello è riuscita a strappare pareggi pesanti come quello contro la Roma, cosa che alle altre squadre è riuscita molto meno e che in questo momento sta facendo la differenza. Sono loro dunque, quelli da battere per evitare di finire nel Purgatorio della B.


In questo momento il campionato racconta di uno scenario salvezza concentratissimo in cui i giochi sono aperti e la differenza la faranno soprattutto gli scontri diretti. Dopo la partita contro il Genoa (in cui va da se dire che sarebbe fondamentale anche un punticino) il Palermo sarà chiamato ad un mese e mezzo decisivo visto che affronterà il Pescara giovedì in casa, l'Empoli in trasferta al rientro dalla sosta e a chiusura del girone d'andata e per finire il Crotone al "Barbera" nella gara di ritorno il 5 febbraio. La permanenza in A non è ancora compromessa e la concorrenza non è irresistibile, ma bisogna mettere subito le marce alte.