Lecce, nuovi dettagli sul caso fatture false
Emergono nuovi scenari nella vicenda che in questi giorni ha coinvolto il Lecce, nell'occhio del ciclone con l'accusa di aver emesso fatture false al fine di non pagare l'Iva raggirando il Fisco. Stando a quanto riportato da quotidianodipuglia.it, infatti, pare che la vicenda inizialmente legata agli anni della proprietà di Savino Tesoro coinvolga in realtà anche la stagione 2011-2012, l'ultima con Semeraro al comando del club.
Nell'avviso di accertamento inviato alla società pugliese risultano infatti delle false fatture emesse a carico di varie società, fra Italia e Romania, per apparecchiature e materiale mai arrivati a Lecce, creando un giro di denaro volto esclusivamente a ridurre il debito Iva che il club giallorosso aveva nei confronti dell'Erario. L'ammontare della cartella riportata nell'avviso corrisponde a 614mila euro: 179mila euro di Iva evasa e altri 404mila circa di sanzioni, con un aumento del 50% per «la gravità delle violazioni commesse» e per via dell'applicazione, da parte dell'Agenzia delle Entrate, de «l'istituto della recidiva». Pare infatti che evasioni di questo tipo siano state già commesse dal Lecce anche nel triennio 2011-2013, corrispondente alla fine dell'era Semeraro e l'inizio di quella di Tesoro.
Nonostante le indagini si stiano al momento soffermando esclusivamente sugli esercizi di bilancio legati alle stagioni 2013-2014 e 2014-2015, l'attenzione della Procura e dell'Agenzia delle Entrate potrebbe virare anche sulla gestione precedente, creando non pochi problemi alla nuova gestione del Lecce targata Sticchi Damiani.
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