Le non pagelle di Juve Stabia-Palermo

Le non pagelle di Juve Stabia-Palermo

Non sono delle vere pagelle. Anzi, non lo sono affatto. Non perché i 90 minuti di ieri siano stati diversi dagli altri, ma proprio perché sono stati uguali a tutti gli altri.

Diamo a tutti 5.

Anche a chi, come Baniya, meriterebbe un 4 rotondo per un errore che chi vuole giocare queste partite, per questi obiettivi, non può fare. Anche a chi, come Audero, incolpevole sul gol di Adorante e attento nelle poche altre occasioni create dagli avversari, meriterebbe la piena sufficienza.

Diamo a tutti 5 perché anche il capitolo finale della stagione 2024/25 del Palermo ha avuto lo stesso unico comune denominatore di tutto il campionato appena finito: una schiacciante, deprimente, clamorosa mediocrità.

Mediocre come l’atteggiamento arrendevole, remissivo, sin dal primo minuto di subalternità.

Mediocre come le brevissime sequenze di passaggi tra giocatori con la maglia rosa prima che l’avversario rabbioso andasse a scippare il pallone dai piedi. 

Mediocre come il tentativo di assalto finale che non ha saputo produrre più di un misero colpo di testa negli ultimi secondi. 

Mediocre come le scelte di un tecnico che ancora una volta ha dimostrato di non saper incidere in alcun modo a partita in corso. E come le ennesime dichiarazioni post-gara che sanno di giustificazione, che tendono ad allontanare le colpe, gli errori e le responsabilità.

Mediocre come le idee di una squadra che nella partita del riscatto, della speranza, dell’ultima chance non ha mai dato nemmeno l’impressione di poter dominare campo ed avversario grazie al proprio gioco del calcio. 

Mediocre come il termine “clamoroso” riferito alle ultime due stagioni rosanero, che oltre a tradire una mentalità lontana anni luce dal sentimento che qui abita, lascia il dubbio legittimo che allora questi giocatori ed il loro allenatore non abbiano un solo motivo per andare oltre questo limite.

In fondo, però, non si scrive nulla di nuovo: 5 è il voto che non definisce soltanto Juve Stabia-Palermo, ma un’intera stagione in cui la mediocrità è stata cifra ineluttabile e inevitabile destino.