La strana coppia studia e produce
Quattro partite, cinque punti, l'argentino è in fase di rodaggio ma ci sono tracce di crescita. E c'è anche l'impronta di Tedesco.
Schelotto in quattro partite (tre con squadre che in classifica si trovano davanti al Palermo) ha raccolto cinque punti. Ne ha vinta una, ne ha pareggiate due (fuori casa), ne ha persa una (malissimo) con il Milan. Per un tecnico che un mese fa sapeva poco del calcio italiano e dei problemi del Palermo non è male. Anche perché Guillermo ha trovato un gruppo allo sbando: l'aveva visto dalla tribuna contro il Genoa, nella giornata in cui sarebbe stato naturale chiedersi: torno a casa?
Schelotto e Tedesco navigano a vista e quando si parlano, in panchina, è evidente a tutti quali siano le difficoltà del loro lavoro: non è facile capirsi. Non è un dettaglio secondario.
Non parla, non si muove e si vede poco l'argentino. Lavora e cerca di bruciare le tappe. Qualcosa di positivo l'ha già trasferita alla squadra (più di un gol della sua gestione è stato frutto di un concetto di gioco interessante). Molto ancora potrà fare. Non va considerato secondario il lavoro di Tedesco. Non è il prestanome, non è il portaborse: è importante, perché è lui che conosce squadre, avversari e abitudini e perché nessuno come lui può metterci l'anima per cementare il gruppo. E' lui che può dare le chiavi per aprire il cassetto dei segreti.
G&G, Guillermo e Giovanni. Ancora hanno fatto poco. Quel poco, però, è stato fatto bene. Milan a parte. Ma quello fa parte dei rischi del mestiere.
La foto è di Pasquale Ponente.
Redazione