Il petroliere ha sbagliato albergo

Il petroliere ha sbagliato albergo

Il lupo perde il pelo ma non il vizio. L’ineffabile presidente del Palermo, rimproverato per avere disturbato l’armonia della squadra parlando di vendita di giocatori in un momento delicato, invece di fare un passo indietro, ne fa tre avanti. L’uomo è così, e non si smentisce. Adesso non si parla più, in piena bagarre per non retrocedere, di vendita di giocatori, ma proprio di tutta la società. Come se uno rimproverato di parlare al cellulare in chiesa, invece di spegnerlo mettesse il viva voce e amplificasse la telefonata dal pulpito. È di queste ore la notizia che un gruppo di petrolieri arabi è interessato all’acquisto dell’Albergo San Domenico di Taormina. Prezzo fissato: 53 milioni di euro, molto più di quanto varrebbe, secondo le stime di esperti, la compagine rosanero. Si potrebbe vedere se i danarosi compratori possano essere interessati anche al Palermo, per completare il loro shopping siciliano. In fondo le analogie tra Albergo San Domenico e Palermo Calcio non sono poche: anche in Via del Fante c’è un via vai di gente, porte girevoli con allenatori, giocatori e direttori sportivi che entrano ed escono. Anche i rosa hanno un portiere di gran lusso, e tantissimi hanno mangiato negli anni all’Hotel Zamparini. L’unica differenza sostanziale sta nel contenuto: non risulta che i proprietari attuali del San Domenico si portino via i letti, i frigobar, gli infissi e gli armadi, prima di venderlo. E l’albergo è già sicuro, comunque vada, di restare in serie A. Beato lui.