Il Giornale di Sicilia oggi in edicola torna con un articolo ad occuparsi della questione Comune - Palermo Calcio riguardante la costruzione del nuovo stadio, che il patron rosanero vorrebbe regalare alla città quando abbandonerà il vertice dirigenziale della società di viale del Fante. Con una lettera del vicesindaco Emilio Arcuri - scrive il quotidiano siciliano - l'amministrazione comunale palermitana vanifica il sogno tanto inseguito dal patron rosanero Maurizio Zamparini, che già vedeva in costruzione un’opera avveniristica sia per il Palermo che i palermitani. Arcuri spiega che: “risulta condivisibile l’ipotesi di realizzazione di un nuovo stadio di calcio adeguato per attrezzature ed ospitalità ai più recenti standard. D’altro canto il programma del sindaco, linee guida approvate dal Consiglio Comunale sullo sviluppo urbanistico, nonché la recente adozione dello schema di massima del Prg, approvato dalla giunta, escludono la realizzazione di nuove cubature residenziali attraverso il consumo di nuovo suolo”. Il progetto originario, presentato sette anni fa, in previsione che Palermo ospitasse alcuni match del campionato europeo 2016, poi assegnato alla Francia e non all’Italia, prevedeva un investimento di circa 100-150 milioni di euro. L’idea di base era quella di costruire l’impianto nell’area dove sorge il Velodromo. Un’area che il Comune di Palermo classifica come verde agricolo e la cui riconversione in verde attrezzato, avrebbe potuto far nascere nuove costruzioni consistenti in palazzi ed uffici. Una fattibilità, secondo il Comune di Palermo “che non può trovare accoglimento” spiega il giornale. Zamparini si era anche detto disponibile a comprare la zona e le aree annesse vicine per realizzare la struttura e una serie di opere sportive, ludiche e commerciali, come avevano spiegato anche i tecnici della Palermo calcio dicendo: “E’ impensabile che lo stadio si regga da solo, dunque occorre inserirlo in un contesto economico più ampio”. Per realizzare tutto questo l’ultima parola sarebbe spettata al Consiglio comunale, ma quest’ultimo non si è mai pronunciato a riguardo.
Sabino Bisso