Il commento di Juventus-Palermo: da Torino segnali sconfortanti
Per quanto la sfida contro la Juventus non fosse il barometro delle chance-salvezza, dalla sfida di Torino c'è veramente pochissimo da salvare.
Lontani ormai sono i tempi in cui a Torino si andava con la sensazione di poter fare l'impresa: lo "Stadium" per il Palermo è un autentico tabù che, oggi come oggi, non ha modo di essere sfatato, per quanto ciò lo si possa dire per quasi tutte le squadre della Serie A.
E pensare che il Palermo ci ha anche provato a impensierire, per quanto possibile, la corazzata Juventus, fino a quando la perla di quel Dybala che qui arrivò "Picciriddu" per poi andarsene da fenomeno, ha eliminato ogni possibilità già residua di romanticismo. Da quel momento in poi i bianconeri hanno fatto accademia, facendo le prove generali per la sfida di Oporto, tornata di nuovo al centro dei pensieri bianconeri dopo 40' di gioco, giocando con estrema scioltezza contro un Palermo che pure si era premurato di alzare le barricate, con l'ingresso sensato ma sconfortante di Sunjic.
Non è certamente questa la tipologia di sfida su cui il Palermo deve costruire la difficilissima rimonta verso una salvezza che si allontana sempre più, salvo palesarsi ogni tanto al termine di una buona prova come un miraggio nel deserto, ma dalla sfida contro la Juventus c'è veramente poco da salvare. Gol a parte c'è da constatare la crescita di un Chochev, tra i quattro centrocampisti di un reparto dissanguato dal mercato quello più completo per caratteristiche, che anche oggi ci ha messo tutto. Il resto come sempre dà poche soddisfazioni. Nestorovski è l'uomo solo al comando di un attacco che tolto lui ha veramente poco da offrire mentre la retroguardia rosanero continua a regalare momenti veramente avvilenti. Stasera, come successo altre volte quest'anno, la difesa del Palermo ha dato la sensazione di essere un peso piuma dilettante al cospetto di un sumotori: non propriamente la cosa migliore che possa accadere ad una squadra che spera di mantenere la categoria.
Da salvare dunque c'è veramente poco e alla fine per questa settimana non resta che aspettare buone notizie dal "Castellani" dove l'Empoli riceve una Lazio vogliosa di riscattare il beffardo pareggio di lunedì sera contro il Milan. La speranza è che il gap di 8 lunghezze, un Everest se inquadrato in termini di punti, ma un distacco non tremendo se inquadrato in termini di partite da recuperare per raggiungere gli azzurri (due e mezzo) non aumenti ulteriormente. Di elementi tecnici per sperare in qualcosa di veramente positivo dopo le ultime due uscite ce ne sono veramente pochi e il pur buon lavoro d'impostazione tattica fatto da Lopez non sembra poter bastare. E' comunque ancora troppo presto per abbandonare ogni speranza: in fondo basterebbe relativamente poco per poter riacciuffare quel treno per la salvezza.
Redazione