Il calcio lingua universale per un Palermo multietnico

Nel Palermo che sta nascendo, plasmato dal presidente Zamparini e allenato meticolosamente dal mister Beppe Iachini, la lingua comune da parlare è una sola, quella del calcio, del pallone, del campo da calcare giorno dopo giorno per migliorare e raggiungere gli obiettivi stagionali posti in cima alla lista dalla società di viale del fante. Ma guardando attentamente la rosa a disposizione del tecnico piceno, tante sono le lingue parlate tra gli spogliatoi, le camere del ritiro e i campi di allenamento. Un Palermo versione multinazionale, una società che potrebbe essere presa ad esempio per quello che è il calcio dei nostri tempi, un calcio globalizzato con squadre ricche di stranieri e pochi italiani. Non è il caso del Palermo, questo è scontato, ma in rosa sono 14, ad oggi, le nazionalità rappresentate, partendo dall'Italia, nazione ovviamente più rappresentata con 15 giocatori, e scendendo per altre ancora. Ecco, in sintesi, tutte le etnie presenti nella rosa di Iachini e i giocatori che le rappresentano: Italia15: Sorrentino, Colombi, Alastra, Vitiello, Terzi, Goldaniga, Rispoli, Rigoni, Maresca, Bolzoni, Della Rocca, Vazquez, Bentivegna, Belotti, La Gumina; Slovenia2: Andelkovic, Struna; Svezia 2: Quaison, Hiljemark; Svizzera - 2: Daprelà, Morganella; Argentina - 1: Velazquez; Brasile - 1: Cassini; Bulgaria - 1: Chochev; Costa Rica - 1: Gonzalez; Croazia - 1: Jajalo; Libia - 1: Benali; Macedonia - 1: Trajkovski; Marocco - 1: Lazaar; Portogallo - 1: Joao Silva; Uruguay - 1: Brugman; Le prime uscite stagionali hanno scongiurato il pericolo che è giusto aspettarsi, ovvero la mancata intesa tra tutte queste etnie che devono trovare nell'italiano la lingua universale, nel pallone quella con la quale parlare con scioltezza e far innamorare i tifosi. Merito di tutto ciò va anche ai veterani del gruppo rosa, da Sorrentino a Rigoni, passando da Maresca e non solo, complici del tecnico Iachini, capaci di far integrare al meglio i nuovi arrivati. Il ritiro, come largamente spiegato da più giocatori, tra i quali Rigoni nei giorni scorsi, è momento ottimo per fare gruppo, cercare l'intesa e conoscere i compagni d'avventura dei prossimi mesi, infatti il lavoro operato tra Coccaglio, Bad e Ponte di Legno fino ad ora ha portato i giovani appena arrivati a dividere la stanza con la vecchia guardia rosanero, maestri nell'insegnare la lingua e abili a cercare l'intesa personale e la giusta complicità. La frase che già hanno imparato tutti è il tipico “Forza Palermo”, urlato e cantato allo stadio da tutti i tifosi, che si aspettano dai nuovi il salto di qualità per i rosa. Intanto gli uomini di Iachini studiano calcio e lavorano per portare ad alti livelli i colori rosanero: l'italiano, come le soddisfazioni, arriveranno con il tempo.

Luca Bucceri