Giocatori si nasce, eroi si diventa

Il Palermo a Firenze. Gli errori dell'intera stagione si possono cancellare in solo colpo: con una partita perfetta.

Giocatori si nasce, eroi si diventa

Due partite da giocare. Una squadra da superare. Una impresa quasi disperata, alcune settimane fa, ora è diventata possibile, ma resta difficilissima. Udinese a Bergamo, il Carpi ospita la Lazio, derby di Genova, Palermo a Firenze. Un gol, uno stravolgimento di classifica, un nuovo incrocio di possibilità. Biscotto? Pasta con le sarde? Le questione tattiche, tradizionalmente, in Italia, in queste situazioni appaiono dettagli.
Nelle ultime settimane il Palermo s'è riorganizzato, diventando una società normale: il presidente fa il presidente, l'allenatore fa l'allenatore, i giocatori migliori fanno i titolari. I conti, infatti, tornano. Peccato che fossero in rosso per la gestione dissennata durata otto mesi.
Adesso la questione è una: si deve vincere a Firenze. Contro un avversario più forte, ma anche più in difficoltà. Contro le squadre della parte sinistra della classifica, il Palermo ha avuto un rendimento fallimentare: un pareggio con l'Inter, uno con il Sassuolo e uno con la Lazio; un successo sul Chievo.
Possiamo restare in A. In effetti si può fare. Ma vincere a Firenze e volare verso la salvezza è obiettivamente complicato. Il fascino di Fiorentina-Palermo è proprio questo: la missione impossibile sarà possibile? In una giornata del genere non bastano certamente undici giocatori e forse non basteranno neanche gli undici leoni rosanero delle ultime due partite: da questa situazione ci possono tirare fuori solo undici eroi. La cui impresa andrebbe salutata con toni trionfalistici. Perché di salvezza eroica dovremmo parlare.