Gestione alla scapoli e ammogliati. Palermo, mercato di fuffa

Il club di viale del Fante rimane al palo, con una rosa scadente e una situazione di classifica disperata. Le colpe di Salerno sono marginali.

Gestione alla scapoli e ammogliati. Palermo, mercato di fuffa

Tutto come previsto. Un mercato deludente, in casa Palermo. Fatto di nulla. Inesistente. E non ce ne vogliano Stefan Silva e Toni Sunjic, sulla cui professionalità - ne siamo certi - non vi sarà niente da eccepire. Nulla in arrivo e due cessioni che rappresentano l'ennesimo, e preoccupante, segnale di discontinuità rispetto all'esigenza di costruire. Via Hiljemark, destinato all'estero salvo poi accasarsi al Genoa, e via anche Quaison, per il quale si è cercata una soluzione all'interno dello Stivale e infine passato al Mainz. Senza dimenticare i giovani mandati a fare esperienza altrove (siamo sicuri che Bentivegna fosse meno utile di Sallai?) e l'addio all'anonimo Bouy. Smantellare non ponendosi neppure il problema di mascherare con un po' di trucco il disinteresse per quanto accade all'interno del rettangolo di gioco. Perlomeno, va riconosciuta l'onestà intellettuale a chi ha architettato questo occulto manifesto di strafottenza (anti)-sportiva.

 

Un solo vero acquisto, per il club di viale del Fante: il direttore sportivo Nicola Salerno. Che di acquisti, però, non ne ha fatti. Ma all'ex uomo mercato del Cagliari non si possono attribuire chissà quali responsabilità: ha recitato la parte dell'uomo che poteva, quando era piuttosto evidente l'impossibilità di riuscire a trovare terreno fertile nell'arida palude rosanero. Almeno ha tentato di limitare al minimo l'impatto della corte slava guidata da Curkovic, fantomatico intenditore della materia calcistica che - non si sa per quale motivo - da qualche tempo è deputato a esprimere parere vincolante sulle operazioni di mercato del Palermo, mentre Zamparini non riesce a rinunciare all'esigenza di potere mediatico avvalendosi della seriale, e francamente stucchevole, delegittimazione dell'allenatore di turno. Ultimo in ordine di tempo Eugenio Corini, il cui ritorno si è ben presto tramutato in un amaro addio.

 

Al posto del tecnico di Bagnolo Mella è giunto Diego Lopez, bravo e fortunato a pareggiare la sfida impossibile contro il Napoli all'esordio. E adesso costretto a tirare fuori da una rosa incompleta e inadeguata quel che si può. Il silenzio in sede di mercato sa tanto di resa, di sguardo al futuro che vuol dire serie B. Chissà con chi, con quali obiettivi, in che situazione, visto che neppure si è cominciato a costruire il sempre più probabile destino cadetto, come invece trapelava durante i primi giorni della gestione Salerno. Tanti punti interrogativi, a meno di un miracolo. In confronto, quello verificatosi nella passata stagione, con tanto di acchianata dei giocatori al santuario di Monte Pellegrino, può essere derubricato all'ordinaria amministrazione garantita dagli dei del calcio. Zero assoluto: il voto all'imbarazzante negazione del significato di mercato non può che essere questo.