Razza: «Contenere gli ingressi in Sicilia ha dato la svolta»

Razza: «Contenere gli ingressi in Sicilia ha dato la svolta»

Parola a Ruggero Razza. L'assessore regionale alla Salute, intervistato da PalermoToday, ha parlato della necessità della Sicilia di iniziare a pensare alla Fase 2 dell'emergenza Coronavirus, senza tuttavia disperdere tutto il lavoro fatto in questi mesi contraddistinti da sacrifici e sofferenze, sopratutto economiche, per tante famiglie dell'isola:

 

«Stiamo ragionando sugli scenari futuri e lo facciamo tenendo sempre presenti le evidenze scientifiche. Grazie all'aiuto del Comitato tecnico scientifico e alle indicazioni che ci fornisce elaboriamo le azioni e ci presentiamo al dialogo con Roma con solide basi. Non si tratta solo di decidere cosa aprire. Si tratta di tracciare le modalità da seguire. Penso, per fare solo un esempio, a un parrucchiere o a un barbiere. Alle stesse attività effettuate a domicilio. Trovo corretto che, come fatto finora, per le scelte qualitative ci sia una cornice nazionale e che poi le Regioni abbiano un margine decisionale sulle modalità di applicazione. Sono territori profondamente diversi e dove anche le curve epidemiologiche sono molto differenti. Le decisioni assunte a livello locale devono chiaramente avere ragioni solide».

 

CONTROLLO ARRIVI

«E' stata la chiave di volta. La decisione del presidente della Regione di contenere l’ingresso nella nostra regione, poi l'obbligo dell'isolamento per chi tornava in Sicilia con il tampone obbligatorio sono stati tasselli decisivi. In aree del Paese molto colpite si è volato per molto tempo, gli scali erano aperti al traffico nazionale e internazionale. Da noi no. Siamo riusciti a contenere la mobilità del 90 per cento circa e, così, ad abbassare la ripetitività dell'infezione virale. In 47 mila si sono registrati sul sito che abbiamo creato. E' fisiologico che una parte di persone non lo abbia fatto. Abbiamo anche incrociato i dati che ci sono stati forniti da alcuni aeroporti, come quello di Bergamo, in modo da avere un quadro degli ingressi. A oggi abbiamo eseguito i tamponi su oltre dodicimila persone al termine dell'isolamento obbligatorio. Ne restano da eseguire circa seimila, che però sono già stati calendarizzati per la maggior parte. Monitorare i cittadini e responsabilizzarli ci ha permesso di scoprire alcuni asintomatici e intervenire. Il virus, se si escludono dalle valutazioni i focolai isolati, come Troina o Villafrati, da noi ha circolato pochissimo. E si è trattato sempre di casi ricondicibili a rientri da altre regioni».

 

SICILIA

«I siciliani si sono comportati straordinariamente bene. Certo, la minoranza che infrange le regole fa spesso più notizia della moltitudine di persone che le rispettano. Ma ha ragione il presidente Musumeci quando dice che 'i siciliani hanno dato una lezione all'Italia'».

 

FASE 2

«Noi abbiamo la necessità di non disperdere quanto fatto finora, come il potenziamento delle strutture di Terapia intensiva. Ma penso anche ai posti di sub intensiva, ai posti letto a pressione negativa. Penso al potenziamento all’attività della 'medicina del territorio'. Ci sono altri virus che provocano infezioni virali, letali in passato, con cui conviviamo e che curiamo nella quotidianità. Dovremo programmare e preparare il nostro sistema ad avere delle strutture che possano essere all’altezza di tutto quello che serve».


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