Cesena: tifo sanguigno, 10000 abbonati e famiglie allo stadio
La giornalista Elisabetta Zandoli ci racconta il momento felice della sua squadra del cuore
Giovedì sera il Palermo capolista è chiamato a tenere il passo contro il Cesena. Con il ritorno in panchina di Fabrizio Castori, la squadra romagnola, reduce da un prezioso pari esterno a Parma, sembra aver trovato la giusta grinta e la convinzione di potersela giocare contro chiunque.
Per conoscere meglio il prossimo avversario dei rosanero, la nostra Redazione ha intervistato Elisabetta Zandoli, giornalista di TeleRomagna24, che da quasi dieci anni segue le vicende del club cesenate, non solo come cronista, ma anche come super tifosa dei colori bianconeri:
«Dopo l’ottima prova contro i Ducali, il Cesena affronterà la capolista, ma sfido chiunque a dire che è una partita semplice – afferma Elisabetta - Il Cesena ha avuto una svolta con la cura Castori e viene da un periodo particolarmente positivo, da quando c’è lui la squadra è riuscita a conquistare 18 punti, una media altissima. Il Palermo ha una gran difesa e questo sarà un po’ il punto, nel senso che il Cesena ultimamente è a trazione anteriore, riesce a segnare valanghe di gol, ma con il Palermo non sarà facile. Mi aspetto una partita super difficile ed un po’ bloccata se si riuscirà a fare il fortino come è stato fatto a Parma, contro una squadra fortissima. La squadra rosanero ha la migliore difesa del campionato ma, secondo me, dovrà stare molto attenta a Lamin Jallow, l’attaccante gambiano, che è esploso in questi mesi con Castori. Giovanissimo, ha 22 anni, ha una gran gamba ed in velocità è veramente imbattibile, ha già segnato 8 gol».
Cesena-Palermo sarà anche un tuffo nel passato per gli ex di turno che giovedì sera si rincontreranno: Agliardi, Laribi, Fulignati, ma soprattutto Rino Foschi, attuale Ds del Cesena, che nel 2004 fu uno dei protagonisti dell’indimenticabile cavalcata in Serie A della squadra rosanero:
«Foschi sente tanto il legame con il Palermo e l’ha sempre detto - conferma Elisabetta Zandoli - ha sempre affermato di avere una tensione in più quando incontra questo club, inoltre è un personaggio abbastanza teso, sanguigno, in Sicilia ha grandi ricordi e torna quando può, per lui sarà una partita molto sofferta».
Per Castori invece potrebbe essere un “rendez vous” dai risvolti un po’ avvelenati:
«Castori con il Carpi si è tolto tante soddisfazioni, ha raggiunto grandi obiettivi non penso abbia il dente avvelenato con nessuno – rassicura la giornalista - anche lui però è molto sanguigno e fumantino. Non ha mai accennato a qualche rivalità con il Palermo, affronta tutte le gare con grande grinta. Da quando è arrivato ha dato una marcia in più alla squadra dal punto di vista mentale, questo è da sottolineare perché c’è stata una svolta anche psicologica per quanto riguarda il gruppo».
Il confronto fra Cesena e Palermo si gioca anche sul piano sociale ed economico: entrambe le società, negli anni, hanno dovuto fare i conti con una grave crisi economica che ha ridotto notevolmente ambizioni e target tecnico degli organici, la squadra romagnola però può contare sull’appoggio dell’imprenditoria locale:
«Il mercato estivo è stato fatto al risparmio puntando sui giovani, ma è così da anni – sostiene Elisabetta Zandoli - ci sono state gestioni poco chiare nel passato, è tutto nelle parole dell’attuale dirigenza che ha anche portato in tribunale la precedente proprietà quella di Igor Campedelli, decine di milioni di euro di debiti accumulati che è difficile poi spalmare negli anni. Quando il direttore sportivo Foschi è tornato ha sempre detto: «si farà tutto il possibile per recuperare l’enorme debito che ha il Cesena», questo vuole dire fare sacrifici, vendere Sensi e fare un mercato che punta sui giovani per cercare di fare cassa. Credo che in questi ultimi anni molte società siano fallite perché c’è sempre una spaccatura fra serie A e tutto il resto.
Il Cesena non è mai stato vicino al fallimento, ma sicuramente una stagione negativa, come può essere una retrocessione, può significare gravissimi problemi anche dal punto di vista societario e quindi guai a retrocedere.
Per essere una piazza piccolina comunque siamo molto ambiti, lo vediamo anche per le dirette sky e per gli abbonamenti, le persone seguono moltissimo la squadra e c’è sempre stata tanta attenzione su di noi. La fortuna di una realtà piccola come Cesena è che ha sempre avuto l’appoggio delle aziende, nel nostro territorio ce ne sono di grandi ed è per questo che ci troviamo ancora qua. Palermo è una realtà più grande e dovrebbe avere le spalle più parate, ma penso che nessuno sia immune dal fallimento e dalle difficoltà del calcio di oggi».
Tornando al calcio giocato un’arma in più per il Cesena potrebbe essere il campo sintetico ed il calore dei tifosi:
«Il campo sintetico è croce e delizia del Cesena, c’è sempre stata questa diatriba tra i giocatori e gli allenatori che erano contro, uno su tutti Bisoli, e chi lo esalta. Diciamo che la nostra squadra è abituata ma per chi viene qui è una sfida in più. Inoltre ci sono quasi10.000 abbonamenti, ciò vuole dire un grandissimo calore, uno stadio piccolino che fa sentire veramente la propria voce, il tifo del Cesena è sanguigno, come i romagnoli. Abbiamo questa concezione del tifo da sempre, sono tante le famiglie e tanti bambini che vengono allo stadio e anche l’amicizia con i tifosi delle squadre è molto sentita, piuttosto che il terzo tempo si fanno i pranzi prima delle partite. E’ un tifo da Romagna, verace come siamo noi.
Seguo il Cesena da una decina d’anni ed il calciatore che ho amato di più è stato Jiménez, perché con i suoi gol ha trascinato il Cesena in un periodo importante. E’ un bel ricordo di quei momenti d’oro, prima o poi torneremo in Serie A. Giovedì spero in un pareggio, anche Castori l’ha detto, il pari con il Parma è stato importante, non abbiamo preso gol, e per noi è stata una grandissima iniezione di fiducia».
Redazione