E Gerolin fa un passo indietro

Zamparini non l'ha coinvolto nella decisione di cambiare tecnico e ha manifestato la volontà di riprendere Foschi.

E Gerolin fa un passo indietro

Iachini se n’è andato e Ballardini è tornato. Questa la certezza del presente rosanero. E una volta presa contezza della rivoluzione sulla panchina del Palermo, è tempo delle riflessioni. Una va oltre il dato tecnico, cioè l’ennesimo esonero. Oltre la sostituzione di figure che spesso, a livello dirigenziale, sono sovrapponibili e identificabili matematicamente: X (Ballardini) per Y (Iachini).
Il dato (costante) che ha caratterizzato anche questo esonero è la nuova esautorazione del direttore sportivo in carica. Gerolin, l’uomo che dovrebbe avere voce in capitolo determinante nell’esonero di un allenatore, non ha contribuito a decisione alcuna. Visto che il “consiglio” arrivato per avallare l’esonero, a Zamparini è arrivato dall’esterno. Dalla riviera romagnola (la stessa dove vive e di cui è originario Ballardini, sarà un caso?), dagli uffici societari del Cesena. Che c’entra l’esonero di Iachini con la dirigenza della terza forza del campionato di serie B? C’entra, eccome, se il dirigente in questione si chiama Rino Foschi. Lo ha detto lo stesso Zamparini, che ha avviato le solite consultazioni pre-esonero e ha coinvolto direttamente proprio l’ex diesse rosanero, prima di arrivare al licenziamento di Iachini.
Una prassi costante del presidente del Palermo. Che in passato aveva in Luciano Moggi e Giorgio Perinetti (prima di affidargli più volte una scrivania) riferimenti consiliari privati per le proprie scelte più importanti, su esoneri e obiettivi di mercato. In sostanza, amici a cui affidarsi nel momento del bisogno. Scavalcando il dirigente a quel ruolo deputato e pagato. Il paradosso rosanero: il Palermo, società in cui conta di più il parere del direttore sportivo che non c’è, anziché di quello pienamente in carica.

Gerolin accanto a Ballardini durante la presentazione del nuovo tecnico (foto di Pasquale Ponente).