E' andata come doveva andare
Poteva andare meglio. O peggio. E invece è andata come doveva andare.
Non è stato un bel Palermo quello del Partenio. E non doveva esserlo, giacché nel calcio ci sono partite in cui l’estetica cede il passo alla rabbia cieca, quella agonistica, quella messa in campo con ordine e criterio da un Avellino che al banchetto ha avuto più fame.
Restano i bilanci, le riflessioni, le somme da tirare dopo una stagione distante dalle ambizioni troppo in fretta sbandierate.
Resta la certezza che nel calcio mai dire mai, ma questi playoff sono davvero il meccanismo più vicino ad una lotteria che lo sport conosca. E resta qualche rimpianto per le convinzioni perdute, o inespresse, o mai realmente assorbite da alcuni elementi di questo organico.
È andata come doveva andare, perché mai in questi infiniti otto mesi di rinascita professionistica, il Palermo ha dato prova di maturità, capacità, ferma volontà di conquistare la Serie B al primo tentativo. Lo dimostra inequivocabilmente il settimo posto finale, strappato last minute con un pizzico di fortuna. Lo dimostra l’eliminazione non appena di fronte si è materializzato il primo grande ostacolo nel cammino degli spareggi.
Comprensibile, perché che non sarebbe stata una passeggiata era di lampante evidenza sin dal precampionato.
Si poteva fare meglio? Forse sì. Ma adesso, dopo aver leccato in fretta ogni ferita, l’unica cosa che importa è capire come fare meglio domani.
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Redazione