Il consulente del Palermo, Gianni Di Marzio, ai microfoni del "Corriere dello Sport" ha parlato del lavoro che sta svolgendo per il club siciliano: "Ho portato a termine il compito che Zamparini mi ha affidato, potrei tornare a casa. Ho analizzato tutti i giocatori, il loro valore, i giovani che possono crescere. Lavoro di base per un progetto futuro. Ma oggi è diverso. Bisogna allacciare le cinture di sicurezza, siamo in emergenza. E questo sos porta insicurezza, panico, preoccupazione. Ulteriori difficoltà per il tecnico".
Il dirigente dei rosanero ha detto la sua sul discorso salvezza, ed inoltre, ha esaltato la piazza palermitana: "Al di là del punto preso dal Carpi, finché l’aritmetica non ci condanna dobbiamo sempre sperare. E con convinzione. Però non vinciamo da troppo tempo. Ballardini ha ragione, impossibile commettere certi errori. Possiamo farcela, a patto di ritrovare fame, tanta fame: di punti, di vittorie e di prestazioni. È ora di tirarla fuori - ha dichiarato Di Marzio - . Quello di Palermo è un ambiente eccezionale, ho vergogna a pensare che non ci si possa salvare. Sarebbe come tradirlo. Ma vi garantisco che questa è una società di altissimo livello, organizzata come i grandi club, da Champions League mi viene da dire, uomini di spessore umano e professionale".
Infine l'ex allenatore ha parlato del presidente Maurizio Zamparini: "Averne come lui. Con altri presidenti il Palermo ha navigato anche in C2 e da oltre trent'anni non vedeva la A; a Catania il calcio è scomparso. Il presidente pensa sempre alla squadra e deve ancora arrivare chi vuole veramente comprare il Palermo. Ho fatto un giro in città e mi viene da piangere a vedere gente disperata. È per questo che sono arrabbiato. Zamparini sta impazzendo, ci tiene, mette premi...".