De Rose: «Palermo competitivo, non abbiamo paura di nessuno»

De Rose: «Palermo competitivo, non abbiamo paura di nessuno»

Parola a Ciccio De Rose. 

Il capitano del Palermo, intervistato dal Corriere dello Sport, ha parlato delle sue sensazioni s/

    /la compagine rosanero alla vigilia dell'inizio del campionato di Serie C. Tanti gli spunti trattati dal centrocampista rosa, partendo dal sogno di una doppia promozione con la maglia del Palermo e della pesante eredità lasciatagli da Mario Alberto Santana: 

     

    «Non abbiamo paura di nessuno. Mi sento nel pieno delle forze, non mi precludo niente. Quando ero con la Reggina mi dicevo: E se andassi in A a 35 anni? Ora ho solo rinviato quella data. Perché non credere ad una doppia promozione con i rosa? Niente è impossibile se si vuole».

     

    EREDITA' SANTANA

    «La rosa era stata cambiata, mancava equilibrio. Nel finale però abbiamo sfiorato una clamorosa impresa. E da lì vogliamo ripartire. Ora siamo più completi e competitivi. Se pesa l’eredità di Santana? Mario calciatore e capitano era l’idolo indiscusso della piazza, non posso paragonarmi a lui, ma garantire il massimo impegno perché solo così puoi ottenere ris/

      /tati. La mia vita è una sfida continua».

       

      LA PIAZZA

      «Contro il Picerno ho avuto i brividi e non era lo stadio pieno! Questa è una piazza importantissima e rifarei la scelta mille volte. Palermo da B? Ha una bella struttura, ce la può fare. Contano i punti e bisogna cominciare forte. Gli avversari più temibili sono Bari, Avellino e Catanzaro ma noi ci siamo rinforzati con gente di qualità e non temiamo nessuno». 

       

      COMPAGNI E LATINA

      «Floriano è amico e verrebbe facile nominarlo. Piuttosto occhio al parco attaccanti: uno più forte dell’altro. Fella, Brunori, Soleri, Floriano, Silipo non danno punti di riferimento. Lo stesso Dall’Oglio impiegato anche s/

        /la trequarti è una soluzione interessante. Contro il Latina sarà come uno spareggio anche se siamo all’inizio. Sono queste le sfide più insidiose e non possiamo permetterci passi falsi perché li abbiamo già fatti l’anno scorso».