Crac Palermo, forse si sarebbe potuto evitare il peggio
Palermo - Arkus forse si sarebbe potuto evitare il peggio.
Nel contratto firmato lo scorso 24 aprile - scrive Il Giornale di Sicilia - tra Daniela De Angeli e la società dei Tuttolomondo era stata apposta una clausola che avrebbe permesso la possibilità di cedere indietro le quote.
In caso di mancato adempimento di uno degli obblighi contrattuali, la plenipotenziaria rosanero avrebbe potuto chiedere la risoluzione del contratto: il primo inadempimento si è palesato nel mese di maggio, quindi in tempo utile per poter riuscire ad iscrivere il club nel campionato cadetto.
In data 3 maggio Arkus ha depositato l’attestazione di un credito iva di 4 milioni di euro circa in favore della Tecnosystem Group Srl. In tutto ciò il collegio sindacale informò la società sulle proprie riserve inerenti tale operazione.
In quel contesto la De Angeli avrebbe potuto chiedere la risoluzione contrattuale cercando un’altra via per evitare il baratro che di lì a poche settimane si è palesato.
Tuttavia - conclude il quotidiano di via Lincoln - la dirigente si è giustificata asserendo che l’eventuale risoluzione sarebbe sfociata in un contenzioso alquanto pedante che quindi avrebbe reso insignificante qualsivoglia tentativo di salvataggio del Palermo Calcio.
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Redazione