Cionek, la favola di un brocco divenuto campione
Tre mesi da incubo prima dell'exploit in rosanero. Ora l'esordio agli Europei. E chi lo ferma più?
Quando Zamparini ne annunciò l’acquisto, lo definì “difensore cazzuto”. Dopodiché il silenzio, il buio, tanta panchina senza mai vedere il campo. Si pensò all’ennesimo bidone e la prima presenza, da titolare per volere di Novellino, contro il Chievo pareva confermare la tesi di chi, sin dai primi istanti, era apparso scettico sul possibile rendimento di un giocatore proveniente da una squadra di Serie B, il Modena, peraltro condannata alla retrocessione al termine del campionato. Origini brasiliane per un difensore naturalizzato polacco: Thiago Cionek, oggetto misterioso per tanti.
Il calcio, per fortuna, non è mai stata una scienza esatta né mai lo sarà e può bastare appena un frangente di una gara per ribaltare considerazioni e congetture figlie di quanto si era visto sino al secondo prima. E così è accaduto, con il ritorno di Ballardini in rosanero. Partita dopo partita, Cionek è diventato uno dei protagonisti del finale di stagione che ha regalato al Palermo la salvezza all’ultimo respiro. Una bella soddisfazione prima di convolare a nozze: anzi no, matrimonio rimandato. Nessuna crisi di coppia: il ct polacco Nawalka è rimasto favorevolmente colpito dalle prove in rosa e opta per la convocazione. L’ex Modena va agli Europei.
In Francia, una storia molto simile a quella vissuta in rosanero. Un inizio da comprimario, senza mai vedere il campo. Nella terza sfida, contro l’Ucraina, Cionek conquista una maglia da titolare. Successo ottenuto senza subire reti (Polonia sin qui mai perforata) e 90’ disputati per intero: si va agli ottavi di finale. E a questo punto il difensore del Palermo punta al bis e spera di non fermarsi troppo presto. Dallo spettro di un salto nel buio al sogno: c’era un polacco nato in Brasile e definito “cazzuto” dal suo presidente. Come incipit di una favola non c’è male.
Redazione