Che fine ha fatto: Egidio Arévalo Ríos, "El Cacha"
La simpatica rubrica della redazione di ForzaPalermo.it, a cura di Roberto Aiello, oggi si concentra su uno dei profili più controversi ed inespressi durante la sua militanza con la maglia rosanero del Palermo dell'ex patron Maurizio Zamparini
di Roberto Aiello
Il protagonista di oggi della vostra amata rubrica "Che fine ha fatto" è uno di quei giocatori che al Palermo arrivò con un curriculum internazionale da fare invidia, reduce da trionfi con la Celeste e con alle spalle una carriera girovaga tra Uruguay, Messico e Brasile. Stiamo parlando di Egidio Arévalo Ríos, mediano difensivo di Paysandú, soprannominato "El Cacha", uno di quei giocatori che non ti fanno vedere mai il pallone quando lo marcano ma che in rosanero, ahimè, non riuscirono mai a esprimere il meglio.
L'INIZIO: DA PAYSANDÚ AL MONDO
Egidio Raúl Arévalo Ríos nasce il 1° gennaio 1982 a Paysandú, Uruguay. Muove i primi passi nel calcio con il Paysandú Bella Vista, la squadra della sua città. In seguito passa al Bella Vista di Montevideo dove colleziona ben 108 presenze segnando sei gol in quattro stagioni, prima di approdare al Peñarol nel 2006, dove aggiunge altri sei gol in 29 presenze. La carriera di El Cacha (nomignolo o abbreviativo del suo nome) è un viaggio continuo: Monterrey in Messico, Danubio, San Luis, di nuovo Peñarol e il Botafogo in Brasile. Di certo non un percorso lineare ma quello di un professionista che non si ferma mai, curioso e instancabile.
LA SVOLTA: MONDIALE E COPA AMERICA
Prima di sbarcare in Italia, Arévalo Ríos si era già guadagnato un posto nella storia del calcio sudamericano. Da titolare infatti aveva disputato i Mondiali 2010, dove l'Uruguay, dopo quarant'anni, aveva chiuso al quarto posto, e da titolare aveva pure vinto la Copa América 2011. Al Mondiale in Sudafrica scende in campo in ben sette partite, un ottimo bottino. Grazie ad un palmares internazionale invidiabile, Zamparini lo mette nel mirino e nel 2011, prima di arrivare in Sicilia, fa tappa al Club Tijuana in Messico, dove guida gli Xolos alla conquista del titolo nella Liga MX Apertura 2012. El Cacha successivamente arriva al Palermo da campione internazionale.
L'ARRIVO A PALERMO: 3 MILIONI PER UNA DIGA
Tre milioni di euro per una diga di centrocampo: era questo il progetto di Zamparini, che lo corteggiava da mesi e che lo acquista a titolo definitivo nell'estate del 2012 dal Club Tijuana con un contratto triennale.
Tuttavia la stagione 2012-13 in rosanero è un calvario per tutti.
In quel campionato, Rios scende in campo 27 volte segnando 2 gol: il primo al Cagliari alla terza giornata, il secondo alla Lazio, in due incontri terminati entrambi in parità. Non è un bomber, lo si sapeva e nelle quattro stagioni precedenti all'arrivo in Sicilia aveva segnato appena due reti in totale, infatti El Cacha era stato preso per fare la diga, non per gonfiare la rete. Il problema è che nemmeno quella diga regge: la stagione del Palermo è travagliata, con Zamparini che alterna sulla panchina tre allenatori ed il Palermo che finisce retrocesso in Serie B a fine stagione
IL POST-PALERMO: CHICAGO, MESSICO E UN GIRO DEL MONDO
Nell'estate 2013 è ancora tecnicamente un giocatore del Palermo ma non rientra nei piani. Ad agosto 2013 viene ceduto in prestito al Chicago Fire in MLS come Designated Player, il massimo riconoscimento che la lega americana riserva ai suoi acquisti di punta. Disputa nove partite da titolare, poi il Fire non riscatta l'opzione e il prestito si conclude.
Nel dicembre 2013 viene acquistato dal Tigres UANL, con cui vince il titolo in Messico, venendo poi ceduto in prestito al Morelia per sei mesi. Seguono Atlas, Chiapas, Veracruz ed infine il ritorno in Sudamerica con il Racing Club in Argentina, il Libertad in Paraguay, il Deportivo Municipal in Perù e il Correcaminos in Messico.
Bottino in nazionale: con la Nazionale uruguayana, El Cacha totalizza 90 presenze internazionali, partecipando ai Mondiali di Sudafrica 2010 (quarto posto) e Brasile 2014 (ottavi di finale), alla Copa América 2011 (vinta), alla Copa Confederaciones 2013 (quarto posto) e alle Olimpiadi di Londra 2012, da capitano fuoriquota.
CHE FINE HA FATTO
Dopo il Correcaminos, Arévalo Ríos milita nel Sud América nella seconda divisione uruguayana tra il 2020 e il 2021, per poi chiudere la carriera con il Sacachispas in Guatemala nel 2021-2022. Ad oggi, a 44 anni
El Cacha ha appeso le famose scarpette al chiodo dopo aver girato mezzo mondo: Uruguay, Messico, Brasile, Italia, Stati Uniti, Argentina, Paraguay, Perù e Guatemala.
Una vita da mediano nomade del calcio, con una Copa América, un titolo in Liga MX e 90 presenze con la Celeste a impreziosire un percorso che in pochi avrebbero potuto imitare.
Noi di Forzapalermo.it lo ricordiamo con quei 2 gol e 27 presenze rosanero, e soprattutto con la consapevolezza che El Cacha arrivò in un momento sbagliato, in una stagione sbagliata, ma con le credenziali giuste. La retrocessione fu poi una ferita collettiva, non certo solo una sua responsabilità.
E voi, Palermofili, avete qualche ricordo di Arévalo Ríos in rosanero?
Redazione