Calciomercato Palermo, rivoluzione centrocampo e attacco: cercasi innesti di qualità, tra rifinitura e zona gol

Tra vacanze e periodi di riflessioni per l'area tecnica rosanero è tempo di delineare le strategia di mercato per costruire il Palermo del futuro, partendo da solide basi ma rimodulando gli aspetti che nello scorso anno non hanno concesso il salto di categoria

Calciomercato Palermo, rivoluzione centrocampo e attacco: cercasi innesti di qualità, tra rifinitura e zona gol

Proseguendo con la nostra analisi sulle possibili strategie di mercato del Palermo di Inzaghi che ha appena concluso il campionato di Serie B 2025-2026 (LEGGI QUI LA PRIMA PARTE DELL'ARTICOLO), non possiamo non parlare dei due reparti che hanno più risentito dell'assenza di pedine di livello, pronte a subentrare senza far rimpiangere i titolarissimi. L'asse dell'area tecnica tra Inzaghi e Osti, starebbe virando verso la scelta di profili di assoluta qualità e secondo qunto trapelato nelle ultime ore, oltre a comprovati innesti di esperienza e notevole cifra tecnica, allenatore e ds starebbero vagliando numerosi profili, anche under, ma con esperienza di rilievo nel torneo cadetto.

IL CENTROCAMPO
In zona mediana c'è necessita di maggiori interventi per rinforzare qualità e struttura fisica, nella passata stagione ha potuto contare concretamente nei soli Ranocchia e Segre. Saranno loro la base, con il numero 10 che sarà nuovamente al centro del nuovo corso tattico di Inzaghi, mentre il vicecapitano potrebbe anche partire dalle retrovie qualora il ds Osti dovesse trovare soluzioni di comprovata esperienza e qualità in mezzo al campo. Blin ha le valigie in mano, Vasic occupa adesso un posto in più nella lista dei "grandi" e verosimilmente potrebbe lasciare Palermo dopo tre stagioni molto altalenanti che lo hanno comunque visto in crescita nell'ultima appena conclusa.
Possibile una rinegoziazione con l'Atalanta per Giovane, che sembrerebbe aver conquistato la fiducia di Inzaghi.
Gomes resta un rebus. È chiaro che su questo reparto si dovrà intervenire in maniera massiccia per mettere a disposizione di Inzaghi alternative di sicuro affidamento e solidità oltre ai pezzi da novanta che dovrebbero partire titolari: tra questi senza dubbio Antonio Palumbo, leader indiscusso e collante tra i reparti di centrocampo ed attacco, che nell'ultimo scorcio di campionato ha più volte fatto da elastico nella soluzione tattica adottata da Inzaghi.

ATTACCO: POHJANPALO E BASTA
L'attacco è il tallone d'Achille, il reparto che più di tutti ha bisogno di una sostanziale e concreta rivoluzione. Al netto di Pohjanpalo che ha dimostrato il suo valore in qualità di marcatore implacabile e vincendo anche il premio come capocannoniere della Serie B con 25 gol (24 in regular season + 1 nei playoff), il comparto offensivo è quello che ha fornito meno garanzie ad Inzaghi. La voce generale in città è: "Se non segna Pohjanpalo il Palermo gol non ne fa...". Effettivamente è andata così. Oltre al bomber finlandese, lì davanti i gol sono arrivati con il contagocce: zero per Corona e Gyasi, una sola rete per Johnsen e solamente cinque reti ed altrettanti assist per Le Douaron. Sono questi i numeri che mettono ulteriormente in evidenza il fatto che Pohjanpalo ed il Palermo necessitano di rinforzi concreti in avanti.
Le Douaron, seppur volenteroso e per certi aspetti anche funzionale alla coralità della squadra, ha ancora una volta mancato l'appuntamento con la stagione che doveva essere quella giusta. Pochi i gol realizzati e troppe occasioni sprecate, che potevano essere punti in più decisivi per il Palermo. Una situazione che porrà adesso Inzaghi ed Osti a dover fare delle concrete valutazioni. Il contratto del francese scadrà nel giugno 2028: non si può escludere che il suo futuro sia ancora in rosanero, ma sembra improbabile che l'ex Brest sia ancora in prima linea. L'altro forte investimento invernale, Johnsen, non è riuscito ad esprimersi come avrebbe dovuto per bagaglio tecnico, esperienza, curriculum e background. Certamente l'infortunio a cavallo dei mesi di marzo ed aprile ne ha limitato i numeri, ma anche quando in forma il norvegese non ha dato quel guizzo in più, né in chiave realizzativa, né come assist-man.

Anche qui, il rientro dal prestito alla Sampdoria di Matteo Brunori è da ritenersi puramente indicativo. L'attaccante, ex capitano rosanero, infatti, è già noto che non rientra più nel progetto tecnico del club di Viale del Fante e nella prossima finestra estiva di mercato si proverà a cedere il suo cartellino a titolo definitivo. Gli estimatori dell'ex numero 9 nativo di Macaé non mancano, e si lavorerà tra le parti per trovare la migliore soluzione possibile di trasferimento lontano dal capoluogo siciliano.

Il telaio della nuova squadra è pressoché definito, ma all'ossatura vanno aggiunti dei tasselli che possano elevarne il livello. Dalla panchina occorre che sia disponibile gente quasi di pari livello rispetto ai titolarissimi, per non perdere terreno quando serve invece dare la stoccata finale. Occorre puntellare tutti i reparti, dalla difesa al centrocampo, ma in attacco urge intervenire in maniera precisa, non lasciando più al solo Pohjanpalo il compito realizzativo.