Cavani: «Io e Miccoli eravamo una grandissima coppia»

Le parole del Matador che torna sulla sua esperienza a Palermo

Cavani: «Io e Miccoli eravamo una grandissima coppia»

Protagonista negli anni migliori del Palermo, Edinson Cavani, attaccante del Paris Saint-Germain, è tornato a parlare dei suoi anni in Sicilia a Premium Sport.

 

«Palermo è stata la mia prima meta europea. Era la prima volta che andavo fuori dall’Uruguay - ha ribadito il 'Matador' -. Quando arrivi in Europa cominci a vedere i dettagli, le cose che in Sudamerica mancano. E’ stato difficile lasciare la famiglia, gli amici ma è fondamentale se vuoi imparare e crescere. Gli anni in rosanero sono stati davvero belli nonostante i tanti cambi di allenatore. In particolare ricordo l’ultimo anno (stagione 2009-2010, ndr)quando Delio Rossi mi diede tanta fiducia: ho segnato tante reti con Miccoli, io e lui eravamo una grandissima coppia».

 

Cavani ha poi parlato della sua famiglia e degli anni trascorsi a Napoli: «In famiglia tutti i maschi si erano dati al pallone, mio fratello è sempre stato l’esempio più grande per me. Ho saputo sin da bambino di essere un attaccante: ce l’ho nel dna, sentivo il gol più degli altri. Vivo per segnare e per farlo lavoro duro sempre: se non mi alleno, mi sento male con me stesso. A Napoli ho vissuto degli anni fantastici, mi hanno fatto capire dove potevo arrivare. Ringrazio i tifosi e la società per la fiducia, ricordo che il giorno della presentazione si presentarono in tanti e mi venne qualche dubbio se sapessi ricompensare la loro fiducia. Porto tanti ricordi, nonostante come sia andata a finire. Il passaggio al Paris Saint-Germain? Ero in stanza con Gargano, mi chiama Mazzarri: parliamo e la sua fiducia nei miei confronti mi ha fatto capire di essere pronto per un top club, che era il momento di andare via. Tante volte non decide solo il calciatore ma anche il club e la famiglia. Il PSG mi ha proposto un progetto importante, poi c’erano già tanti giocatori vincenti che è quello che voglio anche io. Voglio vincere tutto, i sogni sono Mondiale e Champions League. Spero che ogni mio compagno sappia che, tutte le volte che ho giocato, ho dato tutto per loro: mi basterebbe per sentirmi realizzato».