BOSCAGLIA NON SI DISCUTE
Secondo la pseudoscienza questo lunedì sarebbe il Blue Monday, ossia il giorno più triste dell'anno nell'emisfero boreale. Ipse dixit. Di fatto ci ha pensato ieri il Palermo a colorare con più grigiore questo giorno di metà mese. Una sconfitta inattesa, soprattutto nel momento in cui ci si aspettava un cambio di rotta in vista del giro di boa, così non è stato. Ancora una volta i rosanero hanno palesato lacune dal punto di vista della personalità: non è la prima volta infatti che la squadra sbloccando il match - una volta raggiunta dall'avversario - perde la ratio naufragando in balia del suo ancestrale e pedante "Ta-Ta-Ta-Ta-Ta". Se è vero che errori reiterati nel tempo diventano limiti, allo stesso modo sono gli stessi che devono essere analizzati e corretti attraverso il lavoro.
"Bisogna pensare a noi", è questo il diktat di Roberto Boscaglia che nella conferenza stampa ha riconosciuto la sconfitta senza alibi e ciarpami filosofici, da grande tecnico qual è. Sul tecnico rosanero ci torniamo più in là, parliamo della squadra.
Ancora una volta sono venute fuori le debolezze di questo gruppo: manca totalmente la personalità (repetita iuvant), c'è carenza strutturale e anche confusione concettuale. Non c'è la personalità di chi, nei momenti delicati della partita, si prende la responsabilità di gestire anche i patemi dei più giovani. In tal senso qualcuno ha deluso, inutile girarci attorno.
Con il girone di andata ai titoli di coda possiamo dire - senza ombra di smentita alcuna - che la rosa avrebbe bisogno di un paio di innesti. Un centrocampista sicuro - di qualità, dovrebbe essere scontato, dovrebbe - e un terzino, ma soltanto perché siamo a metà stagione. Per promossi e bocciati ci si vede in estate. Serve pazienza, va bene, non ci stancheremo mai di dirlo, ma è anche il tempo di cominciare a vedere qualche colore fra i tanti chiaroscuro. In realtà la sensazione è che questa squadra sia destinata a recite umorali: capace prima di incantare in undici reduci arditi contro il Catania e poco più tardi smarrirsi nelle trame del famoso calcio totale della indomabile Virtus Francavilla di turno.
La consapevolezza di se stessi, per quanto arduo possa essere, è la peculiarità dei grandi. Così come ha fatto mister Boscaglia che a fine partita ha riconosciuto la sconfitta senza la ricerca di attenuanti, d'altronde il Palermo da recidivo meriterebbe se mai tutte le aggravanti del caso.
Intanto è iniziata una nuova settimana che sarà certamente raccontata da processi, motivi, cause e colpevoli.
Giusto, così deve essere: il popolo rosanero ama il Palermo e il diritto di critica è sacro per il tifoso purché, però, costruttivo. In tal senso, è vero che Roberto Boscaglia potrebbe aver commesso qualche errore in questa prima fase, com'è umano che sia, ma l'allenatore non si discute.
Non serve ricordarvi la felicità e i peana, leciti e meritati, con cui Boscaglia è stato accolto in Viale del Fante. Il mister ha iniziato un percorso: ci vorrà tempo, pazienza e capacità di sofferenza. Fra le tante incertezze che il tifoso, in questo periodo storico, si porta con sé non può esserci il tecnico che, sì, qualche errore - ripetere fa sempre bene - ha commesso ma fisiologico in un cammino di costruzione.
Lui andrà avanti per la sua strada, com'è giusto che sia, disegnando il suo calcio e facendo le sue scelte... Totalmente condivise dalla società. Quindi vada per la vis polemica - ci piace e il confronto ci esalta - ma Boscaglia non si tocca.
Redazione