Battuta la paura... Palermo resta in A
Sconfitto il Verona 3-2. Brividi, paura e tensione. Dopo 38 giornate di sofferenza la missione è compiuta.
Il Palermo è salvo. Vittoria doveva essere e così è stato. In 90 minuti di ansia, timore e sofferenza. Ma proprio per questo la gioia è più autentica, con l’euforia di chi ha dribblato un destino che per 3 minuti ha spedito i rosa virtualmente in serie B e che ha costretto il popolo rosanero a un finale col cuore in gola. Come in un disegno perfetto, la salvezza passa dalla griffe dei protagonisti principi della stagione. A vario titolo, Vazquez, Maresca, Gilardino e Sorrentino. E Ballardini, un “folle” che ha reso possibile l’impossibile. Contro il Verona (ed era facile intuirlo) il compagno di ventura è il cronometro, strumento che in serate come questa dimentica il proprio valore scientifico per piegarsi al sentimento. Scorre pianissimo, alla fine, ed è fulmineo all’inizio.
Nella serata della salvezza, il “Barbera” ha indossato lo smoking da evento. E non poteva che esser il più elegante dei ventidue in campo ad assumere su di sé i riflettori, per primo. All’inizio con tunnel qua e là e iniziative di puro talento, poi mandando in estasi il microcosmo rosanero della “Favorita”. Con la grazia del suo mancino, Vazquez disegna il diagonale che porta il Palermo sull’1-0. Tassello salvezza, firma d’autore: il modo migliore per dirsi addio.
Certo, è partita verissima. E allora nel primo tempo ecco il graffio di Sorrentino sulla partita. Per i commentatori di una volta è un “colpo di reni”, il suo, oggi potrebbe essere un avvitamento alla Cagnotto. Quel che è certo è che il tuffo all’indietro del capitano sul tiro di Pazzini dal limite, è salvifico. Morganella e Wszolek decidono di darsele pubblicamente di santa ragione: Irrati li manda entrambi negli spogliatoi. Insomma, si chiude la prima frazione in 10 per parte.
Sorrentino, poi, non si accontenta e raddoppia: altro salvataggio a mantenere inalterato il risultato, stavolta su Ionita, smanacciando sul palo il tiro a botta sicura del moldavo.
Si va negli spogliatoi ma il rientro il campo è amaro, causa pareggio del Verona con Viviani: uno che ha scelto di essere il guastafeste per eccellenza del Palermo. Il suo schiaffo fa male e paura, almeno per tre minuti: così sarebbe serie B. Fino all’atterraggio con gol di Maresca, panacea di ogni male. Fluttua sulla rimessa laterale di Rispoli, il suo è un tuffo ad aprire le acque della difesa del Verona e a spedire di testa il nuovo vantaggio. Un mezzo pallonetto liftato che beffa Gollini. Che gioia al Barbera e per tutto il popolo rosanero. A 36 anni, ci si può ancora emozionare così e, soprattutto, si può ancora essere determinanti.
Via la tensione, ecco il tris allora. Dolce dolce, come il tocco di testa di Gilardino: cross dalla destra perfetto di Rispoli e Gila può solo appoggiarla, il bomber non poteva mancare. E’ il gol della salvezza, perché per raggiungere la festa serve passare dalle forche caudine del gol di Pisano. Evitabile, perché il 3-2 del difensore fa sì che i dieci minuti finali tolgano anni di vita a ogni tifoso rosanero. Ma è la fotografia della stagione: in sofferenza, fino alla fine. Missione completata, non importa come. Il Palermo è salvo.
Redazione