Facciamo tutti i debiti scongiuri, ma è un dato di fatto che lo scenario, rispetto a qualche settimana fa, è cambiato nettamente. Avevamo lasciato un gruppo allo sbando, privo di un gioco e di motivazioni, pieno di paure e di limiti tecnici; nelle ultime tre giornate, con l'avvento di
Ballardini-bis, abbiamo ottenuto
7 punti, frutto di
impegno, concentrazione e determinazione. Anche i limiti tecnici sembrano superati, forse perché, in fondo, questa squadra non era poi così scarsa per come ci appariva.
Gente come Maresca, Sorrentino, Gilardino, Morganella, Rispoli, Hiljemark, Gonzalez, Cionek, non potevano non fare la differenza in un campionato estremamente mediocre come quello di quest'anno.
Errori di valutazione, da parte del presidente e dei tecnici che si sono susseguiti, ma anche qualche alibi di troppo, ci sono costati cari.
Adesso, però, non ci sembra il caso di rinvangare il passato, magari se ne potrà riparlare a fine campionato di cosa non ha funzionato.
Bisogna al momento concentrarci sul presente, che ci da un'altra possibilità per finire la stagione nel migliore dei modi.
La salvezza sarebbe per Palermo come vincere uno scudetto.
Le possibilità ci sono. Anche l'Udinese ci ha dato una mano: perdendo contro il Torino, i bianconeri si sono immersi fino al collo nella lotta per non retrocedere.
I friulani sono in svantaggio negli scontri diretti contro Palermo e Carpi, anche se hanno tre punti in più in classifica.
Ma il loro calendario non è affatto semplice: trasferta a Bergamo contro l'Atalanta e sfida casalinga contro il Carpi all'ultima giornata.
I modenesi, prima dello scontro diretto contro l'Udinese, affronteranno la Lazio in casa.
Quel che conta, però, evitando conti e conticini, è che Ballardini e i suoi uomini,
vincendo le ultime due gare sarebbero salvi matematicamente, scenario che fino alla settimana scorsa era poco ipotizzabile, visto che un arrivo a pari merito col Carpi sarebbe stato indigesto, per via degli scontri diretti.
Un plauso va fatto a Ballardini che ha avuto il coraggio di riprovarci e di credere in un gruppo, Sorrentino in testa, che lo aveva "messo scortesemente alla porta". Al tecnico, che ha anche messo da parte l'orgoglio, schierando in campo chi gli aveva fatto un "brutto scherzetto", andrebbero fatte scuse pubbliche; ma anche questo va rimandato a fine campionato.
Rimandati anche i ringraziamenti nei confronti dei giocatori, che dividono con Zamparini le colpe di una stagione fino a qualche settimana fa disastrosa.
A Sorrentino e compagni si chiedono
conferme e risultati, sudore e impegno, anche nelle prossime sfide. Non è ancora finita. A conti fatti e a salvezza raggiunta potremo toglierci il cappello e, forse, scorderemo il "triste" passato e le sofferenze patite.
Michele Sardo