Andelkovic, il capitano silenzioso
Lo sloveno non è nel gruppo degli infelici che chiedono di essere ceduti. Dopo lunga militanza può meritare la fascia.
Sono molti quelli che vanno, chiedono di essere ceduti, si propongono (tramite i procuratori) ad altre squadre. Quasi un cliché per chi ha vestito il rosanero negli ultimi anni. Palermo è una piazza difficile, il club non è ambizioso, manca il progetto: queste e altre motivazioni dietro l’opportunità di ingaggi economicamente più vantaggiosi, sempre più spesso. Un atto di ipocrisia professionale, senza per questo volere fare la morale a nessuno: varrebbe anche per chi quotidianamente è alle prese con turni, straordinari e famiglie da sostentare tra mille difficoltà.
In mezzo a questo oceano di infelici e scontenti che indossano la casacca del Palermo, un giocatore non certo appariscente che, pur nell’indifferenza generale, non smette di mostrare il proprio attaccamento al club e auspica di prolungare la propria avventura alle falde del monte Pellegrino. Sinisa Andelkovic, una voce fuori dal coro di mugugni e perplessità. Una pedina a disposizione dei colori rosanero, per ogni evenienza. C’era nel 2011, quando il Palermo sognava il trionfo in Coppa Italia con Rossi in panchina. C’era in Serie B, con tanto di gol al debutto a Modena. C’è ancora.
Un punto di riferimento senza la pretesa di esserlo. E chissà, magari un capitano silenzioso dopo tanti anni di militanza. Nel frattempo è il suo procuratore, Amir Ruznic, a tesserne le lodi: “Sinisa è un ragazzo squisito, una persona eccezionale. Per lui indossare la fascia da capitano sarebbe un onore, gli auguro di poter realizzare questo sogno. Negli ultimi tempi ha acquisito una certa sicurezza e il suo desiderio è quello di continuare in rosanero. Andelkovic vuole essere un punto fisso per il Palermo dell’anno prossimo. Spero al più presto di parlare con la società del suo rinnovo”.
Redazione