Il Palermo dei palermitani non finisce qui
Una sola parola: appartenenza.
Il mantra del nuovo Palermo targato Hera Hora, al momento della sua rinascita, è stato quello di riavvicinare la squadra rosanero alla sua gente. Sono state tante infatti le iniziative volte ad amplificare, effetto cassa di risonanza, il senso di appartenenza dei cittadini palermitani sparsi per il mondo verso la compagine allenata da Rosario Pergolizzi. "Il Palermo è della sua gente", e il primo passo doveva arrivare dalla scelta dei giocatori.
Il mercato della passata stagione è stata una rifondazione totale, nella quale sono arrivati elementi fuori categoria in grado di poter formare la spina dorsale anche nei campionati superiori uniti ai tantissimi giovani per soddisfare le regole del campionato. Non poteva mancare, tuttavia, l'elemento che doveva fare da vero collante fra la squadra e la città ovvero la palermitanità. Partendo da Andrea Accardi, unico anello di congiunzione fra il passato e il presente nonché esponente vero del senso di appartenenza verso i colori rosanero, il primo palermitano di tanti che poi si sono aggiunti chi in ritiro come Corsino, Ambro, Mendola e Lucera e chi successivamente come Crivello e Ficarrotta.
Il futuro nelle mani dei palermitani. Ora, a distanza di un anno, se da un lato perviene la necessità di costruire una rosa che possa ambire alla seconda promozione consecutiva, dall'altro rimane la volontà di non voler abbandonare completamente il percorso di "appartenenza" sul quale il presidente Dario Mirri ha basato la rinascita rosanero. Sarà un'impronta meno marcata ma non per questo meno resistente, capeggiata da Accardi e Crivello, colonne portanti dei rosa anche in Serie C, seguiti da Danilo Ambro che sembrerebbe sia riuscito a guadagnare anche grazie alla giovane età la riconferma dopo un campionato a fasi alterne fra i dilettanti.
Destino contrario invece per gli altri palermitani che non faranno più parte del progetto Palermo. Il nome più altisonante è certamente quello di Luca Ficarrotta, acquistato dal Marsala dopo la prima giornata che ha visto scontrarsi proprio le due compagini e nella quale l'ala palermitana ha fatto letteralmente ammattire la retroguardia rosa. Pochissime luci e tantissime ombre per Ficarrotta, che non è riuscito a mostrare il suo talento nelle tante occasioni avute e, viste le alte aspettative riposte nei suo confronti non confermate, farà parte degli epurati in vista della nuova rifondazione del reparto offensivo. Chances sprecate anche per Lucera, che dopo aver segnato la prima rete del nuovo Palermo sempre a Marsala non ha trovato tantissimo spazio e ogni qual volta è stato gettato nella mischia da Pergolizzi è stato a dir poco inconcludente. Discorso differente invece per Corsino e Mendola, ai margini del progetto già nella stagione appena conclusa e destinati a giocare altrove probabilmente sempre in Serie D.
Sguardo al progetto di un Palermo che vuole vincere la Serie C, senza però dimenticare l'anima data alla compagine rosanero e la visione di Dario Mirri e del gruppo Hera Hora: il Palermo è, e rimane, dei palermitani.
ALTRI ARTICOLI
MERCATO: PAPONI TROVA L'ACCORDO. IL FUTURO NON SARA' A PALERMO
CRIVELLO E ACCARDI: PALERMO ESISTONO ANCORA LE BANDIERE
GDS - CALCIOMERCATO PALERMO: PER L'ATTACCO SI PENSA A MAGNAGHI
PALERMO, LE ULTIME SUL TECNICO: SCIENZA E RAFFAELE IN ASCESA
PALERMO, LA C COSTA MENO DELLA D: IL BUDGET RESTA QUASI INTATTO
Redazione